La stria d Bulggna
La storia di Bologna

l trr dla nstra bla Bulgnza, che una vlta li ren de pi

Dimnndi viṡitadr dal St Bulgnaiṡ i s an dmand un p d stria dla zit, sich a i acuntintn. A vln cuntr qu socunt ft che par n i n st inpurtnt mo pc cgnus - Molti visitatori del Sito Bolognese hanno chiesto un po di storia della citt, ed eccoli serviti: racconteremo qui alcuni episodi che riteniamo importanti ma che sono poco conosciuti.

l du trr dla Mercanz, tir ż in prinzppi dal Novznt nonostnt un apl ed Gabriele DAnnunzio - Le due torri della Mercanzia, abbattute allinizio del Novecento malgrado un appello di Gabriele DAnnunzio
L asdi ala Rca ed Galra cntr al cardinl leght, ft tirnd dla gran cca ads al nemg - Lassedio alla Rocca di Galliera contro il cardinal legato, fatto a suon di proiettili di letame
La batglia dal Primr, quand la flta bulgnaiṡa, andnd ż par Raggn, la f a pz l nv di venezin - La battaglia del Primaro, quando la flotta bolognese, seguendo il Reno, col a picco le navi veneziane
Ft antg dla zit cunt da Gign Lvra - Gli antichi fatti cittadini raccontati da Luigi Lepri
Al Canl ed Svna, d mos Lli - Il Canale di Savena, di Amos Lelli
La Gura ed Iffa - La Guerra di Ioffa, ed/di Ezio Scagliarini

 

l trr dla nstra bla Bulgnza, che una vlta li ren de pi

L asdi ala Rca ed Galra - Lassedio alla Rocca di Galliera

Versin rezit e cant da Fusto Carpn: in st mnter cha liż, ascult bn l MP3! - Versione recitata e cantata da Fausto Carpani, mentre leggete ascoltate lMP3!

MP3

Recitativo

Listoria che maccingo a raccontare
giammai cantata fu da un trovatore:
vi narrer la furia popolare
che liber Bologna dal terrore.
Era cost Bertrando del Poggetto,
un cardinal venuto dal a Franza,
che dopo esser paruto un agnoletto
tiranno divent con spada e lanza.
Ei volle guerreggiar coi veneziani
e gi che cera pur coi ferraresi,
mandando avanti i giovin petroniani
a far da scudo ai militi francesi.
Moriron come mosche, i bolognesi,
e il cardinal nella citt turrita
fece ritorno con i suoi francesi:
altri per lor pagaron con la vita!
Si dedicaron poi da mane a sera
ad arraffar di tutto entro le mura,
chiudendosi alla rocca di Galliera
chera della citt la pi sicura.

Ai bolognesi allegger la panza
vuotando le cantine ed i granai,
lasciandoli digiuni e in gran doglianza
sordo ai loro lamenti e ai loro lai.
La rabbia prese il posto della fame
e il popol sadun presso il maniero
con altre grida ed agitando lame
per far vendetta contro lo straniero.

Troppo munita e forte la muraglia
apparve lor e troppo ben difesa.
Inutile tentar di dar battaglia
o despugnar le mura e farne presa.
Levossi allor un grido sugli astanti
e in un baleno la gran turba tacque:
"Ors, datemi mente tutti quanti:
andiamo a toglier lor le nostre acque!"
Poi tosto si diressero al canale
che l dappresso placido scorreva:
le chiuse sabbassar, ferme le pale,
a secco linimico rimaneva.

"E ads: ttt a buschr, o bolognesi,
e quall cha cagarn non si disperda
che da dmat
ṅna i nobili francesi
combatteranno con la nostra merda!"

Canzone

E il d dappresso da case e palazzi
tutti sortivano risa e lazzi,
con alte grida, sberleffi e schiamazzi
ognn purtva da c al s sactt.
Seco recavano vasi e pitali,
comode, secchi, padelle, orinali,
altri menavano innanzi maiali
e di scartz ed pulptt ed cavl.
Lordine corse di bocca in bocca,
tutti accorrevano sotto la rocca
donando lobolo dottima cacca
par inmardr chi malntt di franz
ṡ.
Novelli David armati di fionda
vispi monelli miravan la ronda
in una lieta tenzone gioconda
coi cagarln duna pgra e un cavrn.
Din su la corte salzava un olezzo di fogna,
insieme al tanfo crescevano rabbia e vergogna.
Caldo e implacabile Febo i suoi raggi spandeva:
non una goccia di pioggia, ma merda cadeva.

Giorni passarono sempre lanciando
sotto gli sguardi del truce Bertrando
che dai bastioni guatava imprecando
al s castl chl ra ttt scagaz.
Vuotate furon latrine e pollai,
cinquanta androne e trentun letamai
e un gran convoglio di cento bruzi
da mane a sera al purt l munizin.
Fin che un bel giorno saperse la porta,
sort Bertrando e limmonda sua scorta
fetida, lurida, la faccia smorta
mntr i bulgn
ṡ i ridven da mt.
A un cenno il volgo riprese violento
lintestinale bombardamento,
traendo il massimo divertimento
da un cardinl inmard infn ai p.
E fu cos che la dotta Bologna
si liber duna vile carogna
che rec in Franza leterna vergogna
daver perduto la gura di strnz!

 

Commento di Fausto Carpani, Canzuntt, par cantr e cuntr un pc d incsa e anc qul ter. Testi originali in dialetto bolognese con traduzione a fronte, Bologna, Costa 2002, pag. 81: Il fatto, realmente accaduto nel 1334, stato sempre stranamente ignorato dai cronisti bolognesi dogni tempo. Dopo la cacciata del cardinale Bertrand du Pouget (italianizzato in Bertrando del Poggetto), la rocca di Galliera fu sistematicamente demolita e questa fu la prima di ben cinque distruzioni, che seguirono alla puntuale ricostruzione della fortezza. Dopo il quinto guasto, sulle macerie si aggiunsero nei secoli materiali di scavo, immondizie e pietrisco che andarono a formare la Montagnola.


Versin in poe
ṡ ed Gastone Vandelli, con unintroduzin ed Gign Lvra
- Versione in versi di Gastone Vandelli, con introduzione di Luigi Lepri
 

Al Tumlt ed Bulggna dal 1334
(omaggio a Dario Fo)

1998

Larma totale bolognese

di Luigi Lepri

Nel 1334 Bologna fu teatro di un evento bellico unico nella storia del mondo, praticamente ignorato dagli storici. descritto nel volume Vita di Cola Di Rienzo, di anonimo romano, e ne fu protagonista il popolo bolognese. Si tratta di un episodio degno di Rabelais, che Dario Fo inser nello spettacolo Fabulazzo osceno, recitato nello stesso straordinario linguaggio grammelot del suo Mistero Buffo.

A quel tempo il papa stava ad Avignone e Bologna era governata dal cardinale Bertrando Del Poggetto. Dopo un rovinoso assalto a Ferrara e alla Repubblica Veneziana, il cardinale, i nobili e il clero si rifugiarono nella possente rocca di Porta Galliera per sfuggire allira dei bolognesi che in quella battaglia avevano subito migliaia di morti. Ovviamente, prima di asserragliarsi nella rocca, gli armigeri francesi al servizio del cardinale razziarono ogni genere di vettovaglie con lintenzione di resistere il pi a lungo possibile.

Cos i bolognesi si trovarono a dover risolvere un difficilissimo problema tattico: come fare per entrare nella rocca inespugnabile, cacciare il cardinale e riprendersi il governo della citt? Quella fortezza avrebbe resistito ad ogni arma allora conosciuta. Non esisteva scala tanto lunga per raggiungerne la sommit, non cera ariete tanto ciclopico da sfondarne la porta.

Fu a questo punto che gli assedianti, cio i popolani bolognesi, ebbero il colpo di genio: perch non battere lodiato tiranno con proiettili mai usati prima dallora (e forse nemmeno dopo)? Non era certo latomica, il napalm, o brutture del genere. Era semplicemente Merda. La sana, genuina, schietta e puzzolente merda. Unarma nuova e irresistibile da catapultare a tonnellate nella fortezza, riempiendone ogni locale, ogni anfratto, ogni cortile, dopo aver saggiamente deviato le condutture dellacqua.

Tutto il popolo di Bologna, dal neonato al centenario, partecip in massa al rifornimento delle munizioni necessarie agli assedianti. Cos il cardinale e i suoi furono letteralmente sommersi da quellarma totale, e, dopo una breve resistenza, si arresero fuggendo mesti e puzzolenti.

Dove poteva nascere, se non a Bologna, unidea tanto vincente quanto incruenta? Nemmeno un morto, nemmeno un ferito. Soltanto un tiranno e la sua corte, vinti, scornati, umiliati e... fetenti. Eh, s, se nel 1334 fosse esistito il Nobel per la pace, sarebbe stato certamente dei bolognesi.

Come dicevamo, Dario Fo trasse dalla vicenda un indimenticabile brano teatrale e anche la fantasia del poeta dialettale Gastone Vandelli stata solleticata dalleccezionalit di quella battaglia. Vandelli, usando naturalmente il dialetto bolognese, ha cos creato questo poemetto a rima baciata che la descrive con minuzia di particolari, con lestro che gli solito, senza farsi opprimere da falsi pudori ma, anzi, con lo stesso gusto dellosceno che animava lo spettacolo di Fo, al quale lopera dedicata.

Non scurrile o triviale, dunque, ma giustamente osceno per descrivere un episodio scatologico incredibile ma vero, una pagina stupenda della nostra storia. Chiss perch gli storici tengono nascosto un fatto di questo genere? Certo, raccontare una battaglia senza morti, dove non c il supremo ed eroico sacrificio per la patria, deve essere dura. O forse potrebbe essere giusta limmagine dei francesi: se mostri la luna con un braccio teso e il dito puntato in aria, lo storico non scruta il cielo ma ti piomba sul dito e comincia ad analizzarlo.

Per fortuna, oltre agli storici, ci sono poeti come Fo e, senza voler essere irriverenti, come Gastone Vandelli. Il quale, in questo dialettale Tumlt ed Bulggna, offre momenti di grande efficacia descrittiva e di satira penetrante, insieme a unampia serie di espressioni e vocaboli, coloriti ed efficaci, sempre meno usati nel dialetto colloquiale contemporaneo.

Allora onore al merito per questa ennesima divertente fatica del poeta Vandelli, il quale - ne siamo sicuri - regaler presto al pubblico bolognese altre creazioni, altre opere partorite dal suo inesauribile estro poetico. Ma poich ci parso di cogliere nellautore qualche incertezza sullopportunit di far conoscere il suo Tumlt, vorremmo rassicurarlo con una domanda retorica: cosa vieta di dire la verit ridendo? E se Dario Fo sostiene che gli storici sono stitici, a lui, che il Nobel lo ha preso davvero anche dicendo verit scomode, bisogner pur credere.

L.L. 1998

AL LETTORE

Questa una storia scritta nel dialetto
del popolo di una citt meravigliosa,
storia dellalbagia vergognosa
del cardinal Bertrando del Poggetto.

una storia nata in osteria
fra bottiglie di albana e di barbera,
una cronaca quasi veritiera
del Legato e della sua signoria.

un fatto medievale, di rancore,
dinfamie, grassazioni ed escrementi,
di un tumulto, di altri accadimenti.
Lettore, sii clemente con lautore.

* * *

Lass cantr col nster pvr inżggn
la stria chla rinp d furur e
daggn
ttt al ppol bulgnai
e al f scapr
dala zit Bertrnd, al Cardinl.

Mo fn un ps indr, quand i mudnṡ,
a Żapuln, i picnn i bulgn

e con curg, mustrnd al s valur,
i vinznn la batglia con unur.
Int al mll tar
ntventst, qu a Bulggna,
dpp d n da cla dsfta, cla vargggna,
tra l zairc dl mra i pver zitadn,
stff di deltt di Ppol e Gu
żadn,
dal terur chal duminva la zit,
dai frt, dai umizdi, i atent,
al bi
ggn d sicurazza al f tant frt
che i zitadn, stumgh d infmi e mrt,
i ufrnn a Bertrnd, chl ra al Leght,
par mtter fn int la zit a ste stt,
(coi vd di Anzin che, elt in libart,
i rn i rapre
entnt ed sta zit)
la Sgnur ed Bulggna al Cardinl
(spernd in st md ed liberrs dai ml).

Ma... di suni! Un fi dpp lelezin,
Bertrnd al s dimustr un carugnn.
Defti, dpp apanna numin,
al d cumi al Pudst, ala libart,
caznd v d autorit, fagandi un trt,
i Anzin che prmma i ren liv a srt.
P, cme ttt i padrn, i ditatr,
al triplich l ts e i fnn dulr.
Coi bajc rub in sta manra
al s f una rca a Prta d Galra
chla srv sarv in ch
ṡ particolr
a prut
żer la pl dal Cardinl.

Par socunt n in zit ai f la pṡ.
Mo p la
żnt la tach a fr ch
al vendtt, ai sopr
, ali angar
chal fva al Leght, e al bujar
che i culminnn quand al f la gura
ai venezin, e al d l aslt a Frra
urgani
żnd l arulamnt furz:
chi as ribelva al vgnva inpich.
Acs, con armamnt pi o mnc pe
nt,
i bulgn
i dvintnn arzr e fant.

L eṡrzit dal Leght l ra putnt,
cmand d Armagnac, chl ra un Cnt,
i ren d
mlla i suld franz,
ter qung mlla i rn i bulgn

e con stendrd, tanbr, lanz e bandr,
ai ra pi ed du mlla cavalr.
La gura d ra
n ai venezin,
Armagnac al casch int l su man,
l al pagh al risct e al s arind
fregndes dal s e
rzit, chal band.
La stria la d
che novmlla bulgn
i murnn par man ed venezin e frar

e al rst al turn a c ttt scumach
fra la rbia e al furur ed sta zit,
fra l lgrum dl surl e dl mujr,
di genitr che i spudven fl
cnter s Eminnza dal Pugitt
che ads, scusandi quajarn, zuctt,
pn ed scagza, l ra int i pinsr
na
nd la reazin che ai ra in gr.
E cmm ttt i viglic ed bna rza,
al dezid ins d p ed tajr la lza.

Acs al ciam a raclta Prt e Fr,
Vichri, Capln, Cannic e Cur,
Canzlr, Domenicn, Sr, Capuzn,
Prel, Putn, Sagrestn, Ciarghn,
p l urdn ai s bravz franz

ed fr man bsa, int un md prez
,
ed ttta la rba bna da magnr,
fra dl mra, dvv la s psva catr.
E i cuntadn, se i s riblevn ai frt,
andr pr l spcci: lasri in tra mrt.
I suld i rubnn vc e cavl,
furmnt, ninn, patt, li, sumr,
cartt, c, zivll, vn e galn
e p, razind ander e cunn,
i pugnalnn utanta cuntadn.
Turnnd a c i vudnn i maga
żn
dl scrt par quand ai vgnva l carest.
Scrt che i salvven i bulgn
dala mur.

Par sterica e santa spedizin,
Bertrnd al d ai suld la s benzin
e, d nt, i religi
ṡ, con cr e cari,
con sc, fagt, putn, sr e subi,
al Cardinl in carza coi quatrn,
in m
ż a vc, sumr, prt e ninn,
i s lacatnn in fria e sudisft
par mttres al sicr e crvr al mt.
In vatta a ttti l lanz e ali alabrd
i avven dl panztt, di chllo ed lrd,
i andnn in procesin snza preghr
ż par Galra, incnter al castl
chl ra inpunnt, con dl prt ed fr,
con mr tamggn difzzil da atachr.

Al cant dal gl, Bulggna la se dṡd
che la crra e al sacgg i ren fin.
I popoln i nutnn che in zit
an i ra pi ne un prt e ne un suld.
Alura i fnn sunr al canpann
chal ciam in piza ttt i popoln.
cus suzs? i s dmandven maravi
i zitadn, chi vgnven dint l str.
I maga
żn i n vd, cur a guardr,
i franz
i s an rub al magnr!
Prmma i an tlt i fi, ads la magnza!
as sintva da ttti l prt dla piza.
Mrt ai franz
! Inpicn al Legh!.
Al furur al carsva da gni l.
Andn ttt ala rca d Prta d Galra!
Fn tanta suszza prmma ed sra!
I papaln i n ttt da giustizir!
Ala crda! Ragz, bru
n al castl!.
Par calmr cal clmma d insurezin,
d di viulnt, ed lgrum e ribeglin,
dal palz dla Cm
na ai vgn al balcn
al chp di Anzin, che ala popolazin
al dss: I Anzin i n riun in Parlamnt
par dezder al da fr in ste mumnt.
Turn a c e st sicr chi pagarn
con i intars, i nster mrt e al pan!.
Bulgn
, avanti, cazn v i franz!
i aringhven al ppol i pi dez
.
Un grpp ed studnt, ed gran carra,
fagnd di vrs, i curnn
ż par Galra.
Mo al grs dal ppol l ascult i Anzin
andnd a c, pr asptr l dezi
in.

Dntr a Palz, in gran cunfuṡin,
Dutr, Nudr, Marcnt, Banchr, Anzin,
con calur i discutven s al da fr
par cazr v dala rca al Cardinl.
Ma ttt i prugt i vgnvn elimin
par quassta o cltra dl dificult.
Un zrt A
żn, nudr a Prta Nva,
l avanz la prupsta ed fr na prva.
Al dss: Vsst cha n psn br
a gueregr,
vsst che al castl l difzzil da aguantr
e che i franz
, col pruvsst, i plen canpr
almnc d n d asdi snza carpr,
parch, invzi che ss o al pimmb f
,
a n cazn dntr al castl e in ttt i b
...
dla mrda frassca fta dai bulgn
?
al cunclud A
żn con un sur.
Lasenbla, d frnt al sugerimnt,
dpp un mumnt ed
balurdimnt,
lapruv con calur e unuvazin.
E ai turn a sunr al canpann.

La piza la s rinp. Al chp di Anzin,
livnd al zl la tsta bianca e l man,
al dss: Se a vln vnzr al Cardinl,
turn m a c e... prinzipi a caghr,
parch a dmat
ṅna, in nmm dla libart,
un cr al ci la mrda in ttti l str.
F di znter par la cjja in ttti l piz
e rinp di bignn
ż e di tinz.
La mrda la sr la vendatta popolr
cntr ai franz
, i prt e al Cardinl!.

I bulgnṡ, chi n giuvil e intelignt,
a sta nutzzia i apruvnn cuntnt
e, con entu
ium, la popolazin,
żurnd s San Ptrni e al Gunfaln,
i inprumitnn d fr dla cca, pr afughr
i lder, i asasn e al Cardinl.

Al d dpp, di licum ed tant culr,
dal
żaltn żabajn al marn scr,
i fnn purt con cra in ttti l piz
e i s tachnn a rinpr mastln, tinz.
Chi tcca? La famajja di Bacic:
una mastla e trantas buslt!
Ads ai tcca al d
dla v dlAvla:
un m
ż bignnż con una cadinla!
Chi purt sta tajja coi strnz dr?
i n st i Guidizn dl Ciavadr!.
Una cca vinu
a, rcca d pretai,
la f purt dai fachn ed Burg Pulai
,
dla mrda
żla snza qualit
la f dun dal sr dla carit
che, fedli a San Ptrni e ala zit,
col Cardinl i n ren b
a scap.
Qu dal Belvdair, dla Braina, qu dal Gust,
prmma ed cunsgnrla i la sintvn a tst,
invzi qu dal Canptt e dla Puglila
i n purtnn una btt e una carila.
Mrda i purtnn l Corporazin
di drapr, calzulr, di artigin.
Gener
con la cca i fnn i marzr,
i frb, i urvv
, i strazar coi spzil.
I cnno, mubilit con di pgnatn,
i cujven mrda ed can, c e galn.
And piann, chlum, par carit,
che la mrda l da ser registr!
i urlven i segretri coi lber in man,
indafar con la cca di cristin.
Rinpr l btt e i tinz l ra un unur
anb dal popoln e dal dutur.
I arivnn con dla cca i ba
żan,
in saggn ed p
purtnn mrda i mudn,
i rumagn i purtnn mchin da lanz
che ai bulgn
i dnn curg e lanz.
I cuntadn, sulidl, dla pianra
i purtnn cca grsa naigra e dra.
P ai ariv la cca ed muntanr
che sla t cipa la t pl anc arvinr
tant l tamggna e instinch: l scra,
puzlnta, ed qualit, grsa ed mi
ra.

Int al Palz, stta al Gunfaln,
i studivn l stratgic pustazin.
Di artigin i s mitnn d inpggn,
con dla fanta
ṡ e con dl inżggn,
pr inventr di machinri, di balanzn,
di trabad atach a di cadinn,
con crd, rc, znng, grsi budl,
par fr di lanzamrda uriginl.
D nt, in silnzi, msster muradr,
fagnd di fs e tirnd s di mr,
i devinn lcua chlandva int al castl
sugnd al pzz ala
żnt dal Cardinl.

E ai ariv al gran d dla ribeglin
col caril p
ṅni ed cca, tir a man,
gran cr tir dai b, dai zitadn,
con in vatta tinz, par, cadn.
E i arivnn ttt av
n al gran castl
pr andghr franz
, rufin, e al Cardinl.

Acs ai f urdn: Di col trabadl!
Crga, mra, tra s al castl!.
La mrda chlarivva, e i gran stiatn,
la tul al fi al carggn e ai papaln
che i guardven snza parl, in
ṡm,
parch i n avven mi vsst na gura acs.
Dntr al castl, stra nau
ent udr,
la cca
brudajva ttt i mr.
In ttt ste putifri, int al curtl,
al girva al Leght pn ed pinsr.
gni csa la fva udur ed mrda:
al magnr, i paramnt, l putn, lrba,
al vn, i suld, l preghir al Creatur.
Ai ra sul na pzza, sul n udur.
Fra dla rca, apagh, cuntnt,
al ppol l ra e
alt ed st avenimnt.
l mder gvn ai cnno: st mgn la ppa
a t prt a vaddr i lanzadr dla cca.
Ala dmanndga, zintunra ed zitadn
fra fsschi, vrs, subi, qurc e scrann,
i aplaudven i canpin dal trabadl
con un malpp chal s sintva int al Pradl.

Dpp dgg d ed sta rivlsa ineṡorbil,
ed tratatv, ed vitria inevitbil,
anbasadr, mss papl, dcca, rufin,
i dmandnn grzia e i dmandnn pardn.
E Bertrnd, fra scarc,
mrt int la fza,
snza pi argi al taj la lza
coi s suld mrd dal lm ai sprn,
snza bandr, cur
żż, tanbr, spadn,
puznd ttt quant prez
a unaldamra,
umigli e vnt int una gissta gura.

E i sfilnn stra i bulgnṡ, con fsschi, ucl,
ri
t, badil ed mrda, bastun,
ufai
vgn s dal cr, gran ganasn,
malpp, chlz int al cl, cazt,
grugnn,
mntr ai sunva festu
al canpann
par la grsa vitria di ptrugnn
che dpp d d, pr arsurr di e dulr,
i distru
żnn dal castl parfn i mr.

Acs Bulggna insgn a ttta la tra
e a ttt qu chi vrnn snper fr la gura,
chla s pl anc fr snza amazr la
żnt,
chl un qul da criminl e delincunt.
L as, invzi dl bmmb, stip, esplo
v,
druvr unrma che la t lsa vv.
Paznzia p se, cm ai suzd in ste ch
,
ttt i salvnn la vtta e br
a al n.

***

(8 versi finali in corsivo di L.L.)

 Burgtt e canptt significano borgo della citt di carattere popolare e poverissimo; puglila, termine ormai desueto, indicava un borgo analogo, purch rigorosamente fuori dalle mura di selenite (la prima cerchia di mura che ebbe Bologna). Infine braina un altro termine antico che indicava un campo coltivato di solito a prato e successivamente pass a indicare le strade aperte attraverso i campi gi suburbani e poi compresi nel perimetro ampliato della citt (cfr. Mario Fanti, Le vie di Bologna, pag. 63). Inoltre, a Bologna c' "Via della Braina" (da Via Rialto a Via de' Coltelli).

l trr dla nstra bla Bulgnza, che una vlta li ren de pi

La Batglia dal Primr - La Battaglia del Primaro

Poemetto in sestine bolognesi di Luigi Longhi
Ettore Neri Editore (1931), Illustrazioni di Umberto Bonfiglioli
Sicómm an i é pota in st mnnd chan canta
M a cantarò la glria di Ptrugnn
Che in P d Primr, dal Mll e Du
ṡntstanta
i dénn una gran pga ai Venezin;
Che, pr èser nd int lcua cm li anguéll
I cardvn i Bulgn
pvr inbezll!

I ren tnp ed carest e qu d San Mrc
I vlven che Bulggna i zdéss al gran,
chla fva vgnr dal Pólli col su brc
E chal bastva apanna pr i Ptrugnn!...
Mo Bulggna la i déss: «Cusavv ft?
G bn al vster Dge chl un bl mt!

Venzia alura la taché a rughr:
La fé savair ai nûster dal Sent
Chesnd padr
ṅna lî dal sô bèl mr
Chi tuchva l su cuv - d qualncue stt -
Sal vlva avair la p
e la salt
L avva da paghri al sô tribt.

«Sura a che bṡ fundv un tl dirétt?
Lcua curnta, s-ciavvda opr sal,
La n é mi st d incin!... Quasst l é un delétt!
Nó a vln pasr in tótta libart!
E sa n s las pasr, par la mi
ria,
A vdr chlé una fazannda chla s fà sria!»

Acsé arspundé Bulggna ai Veneziàn
Mo sicmm lur i andven snper dr
Al Sent, fra tumlt e
ṡbatr d man,
Al ripeté l prutèst fti i d indr
E Tom
o Ranpn, snza eitanza
Al sustgné d dr batglia a tóttoltranza.

A contradrel e a dr d èser prudnt
Ai salté só al gran Màsster Rulandén
Al qul al déss: «Bad Bulgn
ṡ, st atnt,
D an fr un b
int lcua; and pianén,
Che a dr d busr s f prèst, mo qualla ed dri
Dm mnt a m, lé tótt un tr afri.

Pr adès acuntintns d una prutèsta...
Al vl dr che nó, in st mnter, a s preparn:
Se ai Venezin p as i scaldss la tèsta
Alura m a v dirò cusa farn:
A zarcarn, sas tcca ed fr la guèra,
D dri batglia, anzich int lcua, in tèra»

Al Sent l asculté con religin
l parl ponder dal Senatur
E al s dimustré, ala fén, dla s upignn
Preparnd un e
ṡrzit d gran valur
Che par chi ténp d alura, francamnt,
Pió che inpresin al gva fr spavnt.

As dṡ infti che ai suld d amstr
As i a
żunżéss dl mira ed popoln:
E chai n vgnéss, secnnd quall chs é sintó a dr
Da tótta la Rumgna e anc pió luntàn;
I stric i n discôrd, mo vlta e prlla,
I n ren br
a manc d quaranta mlla.
Tótta sta
żnt la fó mand al Primr
Dvv in pc tnp ai vns edifich
Una Bast o Castèl (g m cm av pr)
Par difnnder la nstra libart
Int al ch
che Venzia, tótt a un trt,
Lavéss canbi cl su minzi in ft.

Al Castèl al fó ft par sorveglir
Cl ter, da cltra prt, di Venezin:
Al castèl d Marcomè - e par badr
l nstri nv chpasven crghi d gran
Che chi ladrón i s vlven purtr v
Col pretèst, qu
ṡi giósst, dla carest.

Linbarcazin ż pr al Canl Navéll
Che da Bulggna al và a finr in mr
La véns fta, sa n
bli, un dé d avréll
In clura che i galtt tcn a cantr
Prmma che al sul coi s b r
ż lunt
L ilómmina al destn di èser vivnt.

Fra tant chfénn prt ed ste gran spedizin
A dirò sul i nmm d qu chai ò in mnt
Snza rigurd a grd e cundizin
Parché quand s và a cunbter, la m
żnt,
As é tótt suld a un md e an i é ra
n
D str a guardr ai sggn dla distinzin.

Di Bulgnṡ dggn d arcrd ai n sr dl mélla
Mo m a v dirò d zertón: d un tl Bulgnn
Cgnusó da tótt col sovarnmm d Barélla
Par la sô panza crga ed bichr d vn;
D un ter chi al ciamven Sgnèra Tda
Cu
a dla vu; d un trz, détt: Bregavda.

Bregavda l é daggn d ser arcurd
In md particolr parché, cm a vdr,
Al fé dl cs stupanndi e stranpal
Ublignd tant nemg a scapr v
Parché chincue as la tulss con ló
al psva dr: «Fra pc m a n i sn pió!»

Ai n ra vgnó dimnndi anc da Curdgèla
E tótt mss bn e frt come
żignt;
Al pió senptic l ra un tl Zinzèla
Che invzi l ra gròs cme un elefnt
E al chp sô d lur, Gigtto Magars,
Chl ra invzi pió sacc d un can da lass.

Ai n ra vgnó da Bdri e Caṡalcc,
Da Pianr, da San Żvn, dala Pv d Znt,
Fra i qul un tl Mingn con dli urcc
Grandi cm li li d un muln a vnt
E un pr d pizcher acsé munumentl
Che inción n avva vssti dli ugul.
Al pió brv però l ra Magnurtg
(Ṡveltssum int la manvra dla balèstra)
Che pr arivr pió prèst sura al nemg
Al salté da un trz pian
ż da una fnèstra
E quand l arivé in tra, qu chi psénn
I scapénn v... mo chi ter i sucunbénn!

Qué ai ò vló dr soltnt ed zncuo s
Ed qu chi m én arm
ṡ int la memria
E che, cómm a v ò dtt, e cómm a vdr,
I s fénn unur da bn e i s rinpénn d glria
Cunbatnd con al cr acsé cuntnt
Chal fó par lur qu
i un divertimnt.

Venzia intnt, chla vdé vgnr só al Castèl,
La mandé sóbbit i sû anbasadr
Par dr che l lar ft un sfragèl
Sla n avéss vsst andr pr ria chi mr
E p chlar mand i sû brv suld
A fèr man bsa ed tótta la zit.

Bulggna larspundé in môd eṡenplr:
«Vuter a s vrssi inprr tribt e dzi
Acanpnd di dirtt anc sura al mr
E p a vrssi cha v géssen: A v aringrzi?
Sa s av tlt par di cretn acsé
A v s
bagli dimnndi ! garanté!»

Da ste arspsta i Venezin capénn
Chan i ra gnnt da fr e lé par lé
Snza pió a
żónnżer séllaba i spedénn
Una scudra d suld slta e istrué
Con mngan, con balster e mangan
Pr asedir e par dstró
żżer la bast.

I ren cmand da Marco Badoero
E i vénsen vrs Primr pió che cunvént
«De mandar quei burloni al Zimitero»
E i ren acsé sicr chi arénn stravnt
Chi vgnven innz con cla di
ṡinvultra
Chdà la vitria apónt sla pr sicra.

Mo i suld chi ren a gurdia dla bast
Apanna i vdénn spuntr chi fazilón
I
żurénn sura l spd e ai mangan
Ed dri una lezin prpri nmmr ón
Par md chi s parsuadéssen che i ptrugnàn
I n tp algher mo i san mnr l man.

L vaira che quand vgné st cunbatimnt
Chal gé durr sicr paracci ur
Quall chscrv stl rémm l ra anc dnter in mnt
(Cómm as sl dr, nevaira?) d nster Sgnur,
Mo l uv pl dr l istss cm al fóss st lé
Che i vnet i pasénn un gran brótt dé.

E se adès a card d strm ascultr
Snza però chav cssta gran fadga
L é vgnó al mumnt prupézzi par cuntr
Quall chal fé cl azidnt ed Magnurtga
Quand al s truvé a cunbter da par ló
In mè
ż a znt nemg e a tó a tó.

L ra, cm a v déss, fra i mrel dal Castèl
Quand al vsst in peréccol Bregavda
E l, pr an prder tnp, cmm f un u
ṡèl
Al s fiché
ż dal lt, bja d un Gida,
Snza pinsri gnanc un mè
ż secnnd
Terébbil come un divel e furibnnd!

«Algri Bregavda! A sn qué mé!
E vuter arindv! Che fra un mind
Sa n av las andr cal m amg lé
M a n ps pió garantruv la salt;
Scap fn cha s in tnp e fn cha ps
Se n m a sn sicr cha v pintir».

E mnter al dṡ acsé l aguanta un pl
E al tca a dr dl bòt chfan inpresin
gni stangh l é ón chfinéss al
bdl
gni cazòt l n chprd la ra
n
E acsé al dra a busr snza piet
Fén chan vadd Bregavda in libart.

E quand l é lébber i crrn insmm a dr
Una man ai bulgn
ṡ chlten da dsprè
Da untra prt; mo prémma ed prinzipir
Al mulinèl dl bòt e dl stangh
Par métter insmm pió frza e pió murbén
I s bvénn d
v e trai butélli ed vn.

I n avven gnanc bvó i ltum sursût
Chi vdénn vgnr vrs ed lur tr veneziàn.
«Lsa chi véggnen d lng chi tr nadrt
Te vdr - d
ṡ Magnurtg - cómm a i cunzn
A vln tôri un p in gr sti gran suld
Chi s crdden d frs tarmr sul coli uc!»

Ma ormi i venezin i n a pc ps
Magnurtg al i d
ṡ: « Par côsa mi
Avv slt ste str qué pr andr a sps?
Av tucarà d pasr di gran brtt gui!
A s st di inprudnt! Ads a vdr
Chl é manc fzil ciapri in dû che in tr!»

Snza dr vrb i venezin pruvénn
D saltr adòs a chi dû matarlz
Mo apanna chi fénn l t chi ter sfrunblénn
l trai butélli vdi int al mustz
E in st mnter chi s lisvn i tr b gróggn
Chi ter dû i i cunsulven con di póggn.

Finalmnt Bregavda l in cipa ón
Mandàndel snza sfrz a ganb allta
Magnurtg con dû mgic scupazón
L in suplss un secnnd stta ala mlta
E l ltum vdand stl cs, a m capir,
dala pra al muré da str in p.

Intnt Barélla, Magars, Zinzèla,
Mingn, quall dali urcc spropo
ṡit,
I dven dl stangh
ż a tirundèla
Sumnnd cadver da ttt quant i l
Prufilnd pr i bulgn
una vitria
Chlé arst famu
a e lé pas ala stria.
As lè
ż infti in zrt librz antg
Che in prt i veneziàn i arm
en mrt
In prt i s arindénn sfin al nemg
E qu chi psénn scapr i ren tótt strt...!
E tótti l nv col qul i ren vgnó in zà
As d
... chi se dscurdénn d purtri a c!

Se la vitria lincuragé i ptrugnn,
cm fzil ima
żinr, an farà spzia
Sa dg che, vicevrsa, i venezin
i arsténn murtifich; e da Venzia
Al Dge al vlé che sóbbit ai partéss
Untra scudra chla riabilitss.

Stavlta al cmand suprm al fó afid
A Cuntarén, un nbil pén d unur,
Chal vns vrs al Primr d ttta vul
Con una scudra chlar ft terur
Se i bulgn
ṡ al arv d sti venezin
I s fóssen truv lé col man in man.

Mo i bulgnṡ i eleżven cme Pudst
Lanfranco Malu
èl - un genovai
Pn d curg, d energ, d autorit -
Chl asumé la difai
a dal pajai
E snza prder tnp... mo ch! Int un spéll
L inbarché i s suld
ż pr al Navéll.

«Un genovaiṡ? - am pr d snter a dmandr -
An srv st mi m fr Pudst un ptrugnn?
Mo inción cme Malu
èl cgnusva al mr
Inción l avva tant coi venezin...
E pò lu
anza vlva che i Pudst
I fssen slt fra
żnt d ter zit.

Apanna Maluṡèl l ariv in P
Al tinté d pasr d là da cltra spnnda
Mo i venezin i gnn: «Questa poi no!»
E Malu
èl chl andva in l a tottnnda
Al fó custrtt, infti, ed ritirres
Int al Canl Navéll, par rinfranchres.

Maluṡèl al fé crdder anzi al nemg
D èser avilé, d an vlair gnanc pió cunbter
Mo al nòster Capitni l ra un fg!
E allba dal dé dpp, fra l trai e l quter,
Dpp avair ligh insmm socuanti brc
Al i fé un pian par vétta e al tinté al
brc.

E infti al i riusé e con l ajt
Di nster las a bda dal Primr
Chi arivénn frssc e prnt dp pc mind,
Al respin
żé al nemg in mèż al mr
Duv al ciapé una fta insal rzza
Cha n sò par quant ai armagnéss la stézza.

Cuntarn, quand al vésst chlandva ml
Al zarché d scapr v, d avrrs la str;
Mo al nòster Capitni cusa fl?
Al i crr dr ala gran velozit
E quand al i alinpr al d
ṡ: «Ragz!
O cazv tótt int lcua o cha v amz!»

A snter sti parl, a capir,
I nster i s arscaldénn e, dtt e ft,
I tachénn una fta sinfun
Chal parva chi fssen dvint mt.
E l rt al fó acsé dr e furibnnd
Chas vésst al mr tótt agit dali nnd.

I venezin i fénn tótt quall chi psénn
Mo cntr i nster an i fó gnnt da fr
I tgnnn bta un pzuln, pò i s avilénn...
E quand i véssten Cuntarén caschr
ż mrt, puvrz, ai vns un tl spavnt
Chi scapénn v prezipito
amnt.

E i nster dr pió frt... tant chi i arżunżénn
E i i picénn
ż dl bòt da santufézzi!
Alura i venezin i s persuadénn
Chl ra inóttil qualncue sacrifzzi,
Che re
ésster al sr st sicr un bli
E i s arindénn al gran nstr amirli.

Vlv che i nster suld i fóssen pc brv?
I ren ariv parfén - csa incredébbil! -
A farmr e saltr dntr int la nv
Di vnet, chi pasénn dli ur terébbil
E i pirdénn al curg, quand, cómm a v g
I véssten Cuntarén armagnr fré.

Qué la batglia larivé ala fn
Con gran sudisfazin d Bulggna intra
Chla fé, naturalmnt, un gran butén
Ed nv, ed brc, ed spd.. pió una bandra,
Fra l tanti dal nemg, dvv al Len
L ra acsé fic chal fva cunpasin!

E qué sa m parmit m a vi ludr
Untra vlta i mrit d Magnurtg
Chal fó davaira, snza e
ṡagerr,
Quall chdé da fr de pió ai nster nemg;
Parché con quant ai n vns int l su man
A v ps
żurr che inción l andé a cà san.

E con ló và arcurd, par la Giustzzia,
Un ter brv suld: la Sgnra Tda
Che con Barélla e con Sugamiclzzia
Con Magars, Zinzèla e Bregavda
I dimustrénn che int lcua, cómm in tèra,
I ren nd as pl dr par fr la guèra.

Par la guèra ed chi ténp, che, frsi adès
Coi sistma mudern i n srénn pió adt...
Anc la guèra là ft i s prugrs
E i suld i vlen si én uné e cunpt...
Da alura a vgnr inc tótt é canbi!
S canbiarni i istént dlumanit?

M quasst a n s, mo a vi, a concluṡin,
A
żnnżr una parla cham fiurss
In bcca cme un fiur d cunsulazin:
E che cioè, sl un bn chal sppa d
mss
L di d chi tnp fra
żnt d rza itaglina,
Spern chal d
métta anc fra la rza umna.

l trr dla nstra bla Bulgnza, che una vlta li ren de pi

Ft antg dla Zit - Antichi fatti cittadini

Dal 1991 ai vgnva fra Ft antg dla zit, un lber ilustr che Tiziano Costa ai cuntva a s md la stria ed Bulggna. In gni pgina ai ra un racuntn con la traduzin in itaglin e in inglaiṡ, mo al tst pi inpurtnt l ra al bulgnai, a cra ed Gign Lvra. A mitn qu socunt pzuln da cal lber, che una vlta l anc st adruv dal Secnnd livl dal Curs ed bulgnai - Nel 1991 usciva Ft antg dla zit, un libro illustrato in cui Tiziano Costa raccontava a modo suo la storia di Bologna. In ogni pagina cera un raccontino con la traduzione in italiano e inglese, ma il testo principale era quello bolognese, a cura di Luigi Lepri. Riportiamo qui sotto alcuni brani di quel libro, che una volta stato usato anche dal Secondo livello del Corso di bolognese

Tiziano Costa (testi), Luigi Lepri (versione dialettale), Silvana Sacchetti (disegni), Fat antg dla zit - La citt antica - City tales, Bologna : Costa 1991

Sec. V - P al dvint San Ptrni

    San Ptrni al f par Bulggna come al furmi in vatta ai macarn. Sicmm prmma ed fres prt l ra st minsster e p governatur di franz
ṡ, spagn e ing-l, l ra un men chal savva cmandr e truvr al c dla gavatta in ttti l situazin.
    E a Bulggna, dvv gnnt andva pr al s vrs, ai vlva prpi un men acs. Defti al sistem laministrazin e la zit intra, e al costru la c
a ed San Stven. Ai chi d chal f l a ricostrur la zit zircond dal mra col quter cru, mo i profesr i den chi n bl, parch al f incsa Sant Anbr. Dpp la mrt ed Ptrni par Bulggna i tachnn i gui... chi avven di nmm tudssc.
    La s fsta l ai quter d utbber, parch in cal d dl n 1141 i fnn artruv l su s con gran cuntintazza di bulgn
.

Sec. VI - Ttt i furastr i vlen vgnr a Bulggna

    Sicmm che i suld ed Rmma i avven prs cal bl lsster chi avven una vlta e i n psven pi tgnr bta coi nemg, suzd che i tudssc i arivnn in Itglia a agranplr incsa.
    Al prmm al s ciamva Attila e l ra un carugnn pz d una bstia, snza vlair ufnnder l bsti. Avn ble dtt che Bulggna lra zircund dal mra e acs Attila, pr an prder dal tnp, al dsf sul la canpgna e al tir drtt. Una cipa d n dpp ai ariv un ter tugnn chal s ciamva Odoacre. Al f prpi l chl and a Ravanna a cazr v l ltum inperatur. I lber ed stria i cimen ste ft Caduta dellImpero Romano dOccidente. Al cic al f acs grs che anc Bulggna la d un bl tramlt. Defti al nv padrn al regal l tr e l c ai s men, acs i bulgn
i dvintnn ttt di mż tugnn. Quand Odoacre l and al gabarit, un ter tudssc as mit a sder int la s scrna. As ciamva Teodorico e al f un bn umz chai piava ed str in p. E acs anc Bulggna larmagn tranculla par dimnndi n. Dpp per i turnnn a tachr l dgrzi. L inperatur ed Costantinpol, chal s ciamva Giustiniano, invzi ed badr ai s pras al dezid ed bucr v dalItlia i tudssc, che alura i s ciamven Goti. Cla gura la f una dgrzia universl, pz che latmica, e anc Bulggna la f mssa in schna. As d che a cal tnp incin sumnva pi, parch ai ra un cunbatimnt dr a cl ter, in md che qu chi n murven bra in batglia i stiupven ed fm par la str.
    Bulggna lan avva mi vsst unarv
na pi granda.

n 800 - Dpp i tugnn, i franz

    Al mnnd an s pl br
a str trancull parch ai snper quelcdn chal vl mtter i p in tsta al prsum.
    Stavlta al destn al s ciamva Carlo Magno e al vgnva dala Franza. Pccia che t pccia al rius a fr l schrp ai Longobrd. Al ri
ultt al f che a Bulggna invzi ed cmandr i tudssc ai cmandva i franz, che alura i s ciamven Franchi. Acs i bulgn i pighnn i żnc in tra insmm ai Longobrd quand ai ariv ste Carlo chl ra dvint un gran amg dal ppa.
    Al nv padrn al vns a Bulggna du vlt e i bulgn
i i fnn dl gran batr ed man, anc parch i n psven fr ter. 
    Ttta la fazannda la dvint una tuml par l inperatur bi
żantn, parch Carlo al regal lItglia al ppa, al ppa al l incurun inperatur e i biżantn i fnn la prt di mamalcc parch i avanznn snza pluchr una cddga.

Cla furtazza l mi cazrla ż

    A Bulggna ai cmandva la Cuntassa Matilde, mo as vadd che i bulgn
i avven ble ft al pn ed cuntss, ppa e inperatr. Acs, apanna l la mur, i fnn sbbit una bla rivoluzin e i sfrunblnn fra dai p tott i furastr che i vlven fr da padrn. Par fr savair chi gven da bn, i caznn ż al castl dl inperatur chl ra dvv inc ai la ratna in prinzppi ed Galra, dtta Prta ed Castl. Anc l inperatur al s cunvinz che i bulgn i n avven pc di spcc e al la tls prsa. Mo sicmm l ra frb cmm una fajna, al fe una lazz spezil par Bulggna, par vdder sal psva mantgnr i bulgn dala s prt. Gra e prlla, as f dr di bajc in canbi dla libart.
    In sustanza as pl dr che cal d ai nas la Cm
na ed Bulggna.

Che confuin tra crura e cru!

    La fazannda dl cru
la f schccia par ttt. Int al mll e... bl
ṡṡga ttt i r d Eurpa i s fichnn int al zcc d andr in Palestna par purtr v incsa. Mo l ai ra i palestin, chi s vlven tgnr la s rba. Stl spedizin militr ed cuncussta i s arviven ttti: prmma i fven di gran cunzentramnt ed suld. Qu chi avven cavl e armatra i cuntven cunpgna di cr arm, mo cal cordo al custva un mcc ed gbbi, e acs la gura cum v lra fta sul dai nbil. I puvrtt, come slit, i andven a fr da manvl e i ren qu chi finven insfilz dai nemg. Sti nemg, frb, i zarchven snper d aguantr i cavalr con larmatra, parch dnter ai ra snper quelcdn pn d bajc chal psva paghr al risct. I puvrtt, chi andven ala cru par tr s qul, i finven par ciapr sul dl bt. Anc i bulgn i partnn spass. Una vlta i cristin i riusnn a ciapr la zit ed Damiata. Dpp la cuncussta i s dividnn incsa e ai bulgn ai tuch una cipa ed c chi afitnn par qutr n. Sul che i Saraceni dpp pc i caznn fra i invar, acs i pver ptrugnn i n psnn gnanc arscder l aftt. La cru lra snper priglua e i turnven a c in pc. Sicmm biugnva andr fn l con la nv, la psva anc parair una crura, mo ai ra sul al biglitt d and, e int al przi l ra cunprai incosa: anc la farm dal gabarit.

n 1256 - I cuntadn, a mder!

    Quand n l pigh la sch
na ttta la vtta in vatta a una vanga, ai piarv d apusres un pc.
    Invzi, int al mediovo, pr i cuntadn an ra br
a pusbbil tgnr drtt al filn dla vtta. I padrn dla tra i ren ttta żnt da bajc e i n vlven bra che i canp i avanzssen snza cuntadn, acs i avven ft una la
żż parch i fi ed chi lavurva la tra i fssen snper sul ste lavurr, e raiga.
    Quassta lra una gran cativria par chi pver cnno, chi ren cunpgna di schiv fn chi canpven, e dpp ed lur i fi, e i fi di fi.
    Anc qu, Bulggna la f fenomenl: la f la prmma zit dal mnnd a dr che i cnno i nsen lbber ed fr quall chi vlen. Pr an scuntintr incin, la Cm
na la cunpr dai padrn ttt i cuntadn chi avven, p, dpp avairi liber, la i g chi ren lbber ed dezder la s eistnza. A drla acs ai vn i lagarmn ai c par la cuntintazza. E invzi la fm larvin incsa. Defti, n ala vlta, i cuntadn i s turnven a vnnder ai padrn par d gbbi.
    Frsi sta fazannda l avanz int al zcc di bulgn
, parch anc ads, dpp setznt n, as d a ognn al s amstr e i cuntadn a mder.

Marinr d cua dulza

    Quassta l una nutzzia chla f maravir bulgn
e furastr. La pr na fla, mo l verit: setzntvnt n f, Bulggna coi s barcn la d un gran batdo a Venzia, la regna dal mr. Prpi acs! Ala fza di venezin che, anc ads, i crdden chal sppa un schrz. Invzi a i dnn una pga da santufzzi.
    La fazannda land acs: i venezin d alura i avven la pretai
a che i bulgn i paghssen al dzi par fr pasr l nv dal mr, pr i canl, fn a Bulggna. Sicmm a chi tnp an i ra ne autostr e ne cmion, par purtr la rba paia l ra ttt un andr e vgnr ed brc e barcn.
    Quand i sintnn stinpu
izin, ai bulgn ai vns s la ftta e i gnn ai venezin chi l andssen a tr duv as na i mln. Par quasst ai scupi la gura, l int la bsa avn a Primr, stta a Frra. I barcn bulgn i andnn al atc di barcn venezin, chi tajnn sbbit la lza. Mo i ptrugnn i i andnn dr fn al mr, e prpi dnanz a dvv ads ai i Lidi Ferraresi i i arżunżnn e i i dnn al s avair.
    Cla vlta i purtnn a Bulggna ttt quall chi avven purt v ai venezin, fagnd una gran espu
izin in San Pr, chla f rinp con l crd dl nv venezini e con li rum catur.

Cla carggna dal cardinl

    I l arnn amaz vluntra, mo l al s ra asr int la Rca ed Galra (dvv ads ai la Prta) chlra un gran castl.
    E pinsr chi ren st prpi i bulgn
a ciamrel par cmandr! Sicmm chai ra la gura cntr i milan, chi vlven aguantr ttta lItglia, Bulggna la s ra arpiat stta li li dal ppa e dal s rapreentnt, chl ra dr a fr un spulvrz che mi.
    Cal bl giujn l ra un cardinl franzai
e... una gran carggna! L e la s crcca i pinsven d ser i padrn dla zit e al parva chi fssen la gra a chi ra pi lrz.
    I purtnn v ttt i bajc ai bulgn
. I mandnn chi men a murr in gura. I fnn i s cmed con cl dn, con la viulnza. Sti ft i fnn vgnr la mssca al n di ptrugnn, che un bl d i s pasnn la vu pr andr in Piza a fr la rivoluzin. Al cardinl al scap pi frt d una lvra, andnd a intanres int la Rca ed Galra.
    Finalmnt, dpp dgg d ed tratatv, i al lasnn andr biastmandi dr e digandi dl gran ufai
. I s men, invzi, i ciapnn al s avair. Figurv che un franzai al f taj a pzuln e d da magnr ai can. Mo stl cativri, int al mediovo, i n suzdven bra sul a Bulggna, mo daparttt.

L ra al miur ed ttt

    Anc la
żnt da grna l da baitr (s, da stiupr) prez a chi ter. Acs, quand vns al s mumnt, anc Tado (di Ppol) al pigh i uvi. Avn dtt che par fres elżer al f dl carugn, mo dpp al s cunpurt da galantmen ttta la vtta.
    I bulgn
d alura i gnn chal f l men pi gisst dal mnnd, e al d dla s mrt i zighnn cunpgna di vid. Ttta sta dsprazin lra parch l al regalva dal furmnt ai puvrtt, quand ai n ra pc.
    Al f l chal f costrur al Palz dla Cm
na e anc cl ter s in Stra Castin. E p, par fr savair chal n ra bra fil dla Srva ed
Żboli, al f dl munaid col s nmm in vatta, prpri cum i fven i Inperatr.

I n sran mgga i marzin? (1399)

    Una nt naigra cmm al carbn, sura a Bulggna i pasnn di afri chi fven dl gran sfiamar e una gran gatra. Ala
żnt ai vns al cagart, par pra chi arivssn i marzin. 
    Untra nt, anca l da peppacl, al br al f ilumin da un inzanndi scupi int la trr, e al fg al bru
incsa.
    Con la cativria chai ra, un quelcdn pens ed par
żr i cnt col Pedretren fagnd una procesin ed żnt ttta vst d bianc, chla f ciam la procesin di bianc. Mo land a finr che la dvint la procesin di malntt, par v dal spulvrz chi fven.

Un amazamnt dr a cl ter

    Int al mediovo, par mantgnr al cmand, l ra nezesri amazr e
budlr. Anc a Anbbal Bntvi, dpp avair strumn al sangv ed tant nemg, ai tuch d andr al gabarit int la stassa manra. 
    Ai f una vlta chal f scuartr un amg pr avairel ciam bastrd. Per cal puvrtt l avva ra
n, parch la mder d Anbbal, chai piava pi i msti dal pan frassc, la n s arcurdva bra chi s fss al pder. La quistin la f arslta żugndes cla paternit coi dd; la partda la f vnta da un Bntvi, e in stmd cal buvinl d Anbbal l entr in sta famajja chal le f dvintr Sgnur ed Bulggna.
    I Canttol per, par cavri la pultr
na d ed stta al cl, i studinn un bl pgnatn: i l invidnn al bat
żż d un fangn dla famajja par fri fr al sntel, p ala fn dla fsta i l asptnn fra dala ca e i al budlnn come un ninn grs stta Nadl.

E chi mitss cla trr pi in l?

    Ste ft suzs a Bulggna int al 1445 al srv cmm, al d d inc, andr in vatta ala l
na. Aristtil Fioravanti, al nster famu inżgnr, al rius a spustr ed tragg mter una trr ttta intra chlra in Stra Mażur, avn ala Prta.
    Al f scavr un fs con un gran
blign ed laggn par fri guilr la trr in vatta, dpp avairla taj atai a tra. Mo al divel al zarch ed mttri la c, parch in chi d al tach a piver chal parva al dilvi, la tra la dvint ttta si e paciacarna, e la trr lra dr pr andr a tarc.
    I bulgn
ormi i lavven mssa prsa, mo Fioravanti al tgn bta, e a frza ed dri al rius a fr cal sanmichl straurdinri, chal parva un mircuel.

I baracui dal
Żignt

    Al sostitt dal Cardinl leght, mnter al s chp l ra v da Bulggna, al s dva un gran da fr pr aumentr l blazz dla zit. Dr da San Ptrni ai ra dl ca
latt dvv as fva lezin ai studnt. Cal brv monsgnur al pens che par la nstra universit ai srv vl un st pi adt, e acs, in d e d quter, al f costrur l Archigini. P, da cla v, al f avrr una nva piza bucind ż dli tri caltt e mitandi int al mż la funtna dal
Żignt.
    Al cardinl luntn l ra Carlo Borromeo, e al lasva fr cal s monsgnur, mo par culpa ed cla funtna, a mumnti al i armitva al st in Parad
.
    Defti, dpp mrt, ala prupsta ed santificazin, l avucht dal divel chl avva da dri ads al tach a sustgnr chan s la meritva br
a, parch l avva d al parmss ed mtter in piza al nster bl
Żignt chal mitva in msstra i baracui.
    Par dimustrr l su ra
n al g che i prt ed Bulggna i avven sav dal dn, in cunfsin, che a guardr cal bl mastiz nd in vatta ala funtna i s sintven ads di vujn d an psair gnanc durmr.

Al prdg ed San Lcca

    Chi andva a San Lcca par preghr la Madun
na l ra spass mi spult dala piva, o ttt inzacl dal pacig chai ra par la str. E a chi tnp, con ttti l dgrzi, epidem, carest, gur, amazamnt, cal viż pr arcmandres ala Madna i al fven ttt i bulgn. P quelcdn con l c avanti al pens che, con tant prdg chai ra a Bulggna, as in psva anc costrur n fn al santuri in vatta ala culna. 

Ttt i zitadn i fnn d acrd e ognn al vud al catun par reali
żr ste bl prugt. La prmma clna la f tir s in żggn dal 1674 tacnd dala V di rb (Via Turati), mo ai piuvva tanta ed clcua chal parva che al divel al vlss mtter al bastn stra l rd ed clinpraia, acs linaugurazin la f spust ed d d. Al prdg al f fin dpp s-santazncun, e anc ads l una maravajja mundil, parch coi s quter chilmeter l al pi lng ed ttt al mnnd.
    Ttt i bulgn
i vlen un gran bn a ste monumnt, frsi anc parch a psn imażinr che ognn al pl avair un anten chl gub par costrurel o chl pagh una prda, o un scaln, o un pzultt ed stablidra. E p, fn a pc n f, as andva s par d l, pian pian, fn a San Lcca, par fr di b girtn e farmres a ciacarr dnanz a un salm e a dl bni butlli.

Che blazza cla partda

    Fn al quaterznt i bulgnṡ i avven snper ft di gran torni, mo sicmm la lanza e la spda i psven mandr i żugadr in Zertua, i pinsnn ed żughr col baln.
    La
żnt la i ciap gsst, e in Piza i s fven snper dl partd. A chi tnp an i ra bra l rgol e i żughven anc... znt ala vlta.
    Par mandr al baln in prta i s picven come mt, ciapndel anc col man. I spetatr, pi che par la bla in prta, i s divartven a vdder ttta cla busar da santufzzi.

I dṡen chla v a lt col divel

    Int al 1496, stmnter al gran Cristfer (Colmmbo) l ra apanna and in Amrica a prinzipir qualla chla srv st ciam Era moderna, Bulggna lra ancura arvuj int al br dal Medioevo.
    Al f prpri cl n che in Piza Granda i bru
ṡnn vva la strjja żentla. La n ra bra una strjja ed qualli chi vulen a scavalzz d una gran, mo solamnt uninbrujna chla fva bvver di buldrn ai clint, par fri amalr e par psairi p guarr con la s flsa mag.
    La s arv
na lariv quand ai vns in mnt ed quajunr i Bntvi che, par vendatta, i i inpatachnn ads un bl procs. Acs i fnn acat di tstimni chi cuntnn i qu pi stranpal: i gnn chlandva nda, ed nt, al zimitri par cjjer dli s ed mrt. P chla fva l amur col divel e chal l avva mss sura a un altr par dri li urazin.
    In stmd la s f la nmina ed strjja pi putnta dla tra, e la f cta in gradla prpri cum i vlven i Bntvi.

Fagnd l cren

    Żvn Bntvi l ra pi superstiziuṡ d una lavandra, e dpp tant chl ra al guren ai suzd di ft spavent chi i fnn prder la p.
    Ttt i bulgn
i avven ads una gran angsstia, parch i capven che i tnp dal brd grs i stven par finr. Zertn, adiritra, i żurven d avair vsst di scuadrn ed fantma dres batglia int al zl ed Bulggna. P ai vns al teremt, e i fnn vssti dl bl luminui vulr pr ria.
    Una
lun land a scarghres prpi in vatta a un spc dal stdi ed
Żvn. Di fr i cuntnn d avair vsst girr s la zit un nżel con una gran spda. I lber i fnn i fir in dmmber. Insmma, la fss una cunbinazin o uninstariar, l dgrzi i ren prpi l, dr dal ss.

Fra dal sctel ttt i Bntvi

    Int al 1506 al ppa tacalt Gilli II al turn a dvintr padrn ed Bulggna e al prmm qul f ed dr dlria ai Bntvi.
    Żvn e la s famajja, chi avven cmand fn al d prmma, i fnn custrtt a tajr la lza in fria, parch i suld franz
ṡ dal ppa i ren dr pr arivr. Ai avanz in zit sul Ginvra, par zarchr ed mttri una pza dmandnd piet al ppa. Mo la n f gnanc ascult e la f caz v da Bulggna.
    In sta nva situazin ai vns bn al dtt un pz crr la lvra, e un pz crr al can. Defti chi ra st amg di Bntvi l and in malura, e i s aversri i fnn l budl d r.
    Al ppa, catv cme l li, al vlva che Bulggna la se dscurdss di Bntvi: al f dscanzlr l su insggn e, br
a cuntnt, l urdn ed distrżżer al s palz, cunsider al pi bl d Itglia. Sint sta bla truv dal ppa, al ppol an s f bra preghr, e ttt i andnn ed vul a cazr pr ria incsa par zarchr ed mttres in bisca qul ed preziu.
    Al f acs che, un pzuln ala vlta, ed cal cheplavur ed palz an i avanz gnanc l br
el.
    La vendatta dal Ppa lra cunp, e Bulggna la pird nna dl su blazz pi inpurtanti.

Mo quajzzi, quassta l una bmmba!

    Int al zencznt, a Bulggna ai ra dl gran amazar, mo i guvernnt i pensven soltnt a pluchr di gbbi ala żnt.
I delincunt, snza incin cuntrl, i psven fr trancull i s prz cmed. Ai f un zrt Gramaggna chal pas ttti l mi
r: l avva dez ed fr fra Lppo Ghiiglir, chal stva con la s famajja int un bl palz in Galra, prpi in fza a Palz Montanri.
    Lppo, chl avva di suspt, al s fva prut
żer da dl gurdi tulandi anc a durmr int la s stnzia. Mo cal carugnn ed Gramaggna al truv al md ed freghrel.
    Cla nt al mand a c da Lppo di asasn chl avva pagh. Chi farabtt i studinn ste macgg: i rinpnn ed pllver da spr la cant
na dal palz, fagandla blighr pr un fnistrt. P i atachnn fg ala mccia, e dpp pc tum ai salt pr ria al palz con ttt qu chai ra dnter.
    Al recpper di cadver ded stta al macri l and d lng par di d, e in m
ż ai ra anc al pver Lppo. Cal prz ed Gramaggna, pr ser sicr d amazr al s nemg, l arvv ps scuizr anc un mcc ed dn e cnno. Ttt quall chi fnn bni ed fr li autorit, al f d inpichr al cadver ed cal sfigh chl avva inpi la mccia e che, esnd vlt cmm un gt ed pimmb, an f bra in tnp a scapr e l avanz anca l stta l macri.

Unarvṅna mi vssta

    Arcurdnd al 1630 l mi tuchr fr.
    Una maledatta epidem ed psta la mand al gabarit al ventznc dal znt di bulgn
ṡ. Par leatazza i andnn avn ala Grda, dvv f ft al zimitri par suplr ttt chi mrt in una mccia. In clucain dl brzi, pni ed cadver da fr pra, i andven avanti e indr da piza al zimitri, par purtr fn a dunt mrt al d.
    I stiupnn in qunng mlla s un totl ed s-santa mlla abitnt. Al f tant al gran di
ster che par dimnndi n la zit larm cmm inm, incapz ed turnr a drizres. Mo, cmm suzd snper, anc cla vlta la vjja ed canpr la vinz la dsprazin, e i men i turnnn a dres da fr par migliorr l cundizin ed Bulggna.
    In sti brtt mumnt, secnnd al slit, ai vn snper a gla i galantmen pi gener
, mo anc i pi scagazn e i pi viglic. Anc cla vlta ai f chi al lavva d r, chi d arżnt e chi chla n valva un azidnt.
    Defti la psta la f carpr 33 prt s un totl ed 55, mo sul un senatur s 50! P la ma
żur prt di bulgn i zarchven ed sfulr in canpgna, mo acs an i srv avanz incin par curr i amal e suplr i mrt. Par quasst al Cardinl Leght al stabil che una prt ed zitadn e d dutr, a tren, i avven snper da avanzr in zit.
    La f una spzie ed cartul
na ra come quella da arcim pr andr stta ala nja.

In vatta ai cpp par studir l strl

    Anc se lUniversit ed Bulggna lra decad cunfrnt ai splendr di tnp indr, la s psva snper cunsidrr un znter culturl ed prmma qualit.
    Acs, quand l men al s fich a tsta bsa int i stdi dla sinza, Bulggna la turn a ser una reg
ṅna mondil dla cultra. Tra i s grand men al f famu Ferdinnd Marslli, fundatur dlAcadmia dl Sinz, dvv a se studiva astronom, geograf, nutica e un stracantn d tri matri.
    StAcadmia la cminz int una manra particolr. Marslli, che par di n l ra st un gran suld, al turn a Bulggna int al s palz (Via Marsigli DAzeglio) e al f costrur unaltna par psair mi studir al zl e l strl.
    Mo l avanti e indr ed ttt chi sienzi e studnt al d tant fastdi al fradl che a un zrt pnt al sfrunbl fra ed c ttt chi rnpacuajn.
    Mo Ferdinnd al tgn dr, e a frza ed dri l ariv d ura ed truvr al st par lAcadmia, chl p duv ads ai la nstra Universit.


Al canl ed Svna

d mos Lli (tlt dal Pnt dla Binnda nmmer 100 - żnr 2011).

L st un chṡ, mo a sn prpi cuntnt che, al maiṡ pas, ai ft una bla ful inmrsion, una bla fund, int al canl ed Svna. Una matṅna, cn la guda d unasociazin chla s d da fr dimnndi int l fazannd dal canl, ai pas trai ur int al bacn inbrffer dal canl ed Svna. Ste bazn an s arvṡa brṡa a quall dal Nlo e gnanc a quall dal P, mo l ttta cla tra, che da zintunra d n i la cimen terreni adacquativi (blṅna, vaira?), stra Pianr e Bulggna in dvv lcua dal canl l purt di gran benefzzi.

Biṡggna savair che al fimm (turnt) ed Svna, una vlta, al vgnva a Bulggna dr ala V Emgglia e i Rumn i fnn un bl pnt par pasri in vatta. Pi trd, i Bulgnṡ i tirnn ż al vc pnt rumn e i n fnn un ter che, pr arcurdr quall ed prmma, i al ciamnn Ponte Vecchio. A vi qu arcurdr a chi d bulgnṡ chi s l n dscurd che Pnt Vc d inc al n brṡa al pnt feroviri dla Diretssima a scavalzz ed Via Mazzini, mo l al nmm dla żna in duv ai ra al pnt cha gven prmma, chl ra l in duv ai cla spzie d ciṡṅna (ads una profumer). Al turnt, gni tant, l andva par d fra e l inundva l str ed Bulggna fn a quand, dal 1776, a San Lżer i devinn al Svna e i al fnn andr int l gg.

Al Canl ed SvnaAl canl ed Svna, costru dal 1176, al tca dala ciṡa ed San Rafl, al vn ż par stra Stven (via Murri), al psa dal Muln Parṡio, Ciṡanva, i Żardn Margartta. Stta la cṡa dla Miṡericrdia al prlla ż par Stra Castin e, l dal Du Trr, al finss int lvṡa.

Cn la spnta dla s cua l maṡn al furmnt, l fil la saida l ṡgh la laggna.

L sparguj la s cua pr adacur i rt in duv as cujva d incsa, mo spezialmnt frvel, mirtll e lanpn chi ren famṡ anc fra ed Bulggna e chi an las al nmm a dl str (via Fragole, via Lamponi).

Turnnd al m girtn dr al canl ed Svna, a sn part dal znter comerzil ed San Rafl (duv as pl vdder un bl pz dscurt) e p, pasnd par di b sitarn che m a n avva mi vsst, avn tgn dr al canl fn ala Ciṡa ed San Rafl.

Da l as vadd al prmm pzuln dal canl e al lt dal fimm ed Svna, chal f teter, dal 1361, dala culṅna ed Ila fn a qualla ed Miṡerazn, d una gran batglia vnta dai Bulgnṡ cntra i suld Milanṡ e Tudssc.

LAsociazin chl urganiż ste girtn l dr a studir al prugt d una pssta pedonl ziclbil chla tggna dr al canl ed Svna (d archittt i n l da un pzl a fr i s stdi e i s dsggn).

M a spr ed tgnr bta fn a riusr a fr un bl girtn l in vatta, snza badanta, naturalmnt.


La Gura ed Iffa

d Ezio Scagliarini

Ste poma al cnta quall ch'ai suzd a un cuntadn dla Bsa bulgnaiṡa ubligh d partr pr al frnt dla gura dal 15 e dal 18, ch'al padss una gran ingiustzzia par culpa dal militarṡum e dla cativria ed ttti l gur. L'ispirazin zio Scajarn al l' cat int un librtt ed Maurizio Garuti ch'al strcca al cr, Due giorni e una notte nella Grande Guerra (Bulggna : Minrva 2015) - Poema che narra le vicende di un contadino della Bassa bolognese costretto a partire per il fronte della Prima guerra mondiale. Il personaggio subisce una grave ingiustizia ad opera del militarismo e della cattiveria che sempre si scatenano durante un conflitto. Il lavoro ispirato al commovente racconto di Maurizio Garuti Due giorni e una notte nella Grande Guerra (Bologna : Minerva 2015).
 

LA GURA ED IFFA

1915-1918
A ttt i cuntadn dla nstra tra
mrt in cla gura.

I

L avva trntt n cunp da un maiṡ
cal d che l arzidcca al f acup,
mo a Iffa, un cuntadn d qu dal bulgnaiṡ,
incin i al g quall chra capit:
che, par la mrt in Bṡgna d un vienaiṡ,
al s destn e al mnnd i srnn canbi.
Da n in canpgna l ra l tnp dal mder;
bn pz d na gran tinpst vns a suzder!

II

La s famajja, l int al mż dla fatta,
landva innz da ft, i mn a tajr
par dnanz da ttt e, cme cmand a bacatta,
cl dn e chi putn par d dr a lighr;
ai ra in mż a lur la nna vciatta,
an i manchva incin l int al canvr.
Sul  la Mariṅna, chlra anc alat,
la stva alra stta ala piant.

III

Al sfrusiamnt dal sgguel chal tajva
l ra un armur chal fva vgnr algr
e Iffa bn cuntnt al lavurva,
che dpp tr msti ai vgn p la Mar
e, in cl n, n arclt che bn al s preṡentva,
anc sl ra mż, par v dla meżadr.
L ra cuntnt e algher pr al s dman:
ai srvv st par ttt l n un pz ed pan!

IV

Scuṡi un n dpp, l ra l ventqutr ed mż,
snpr in cla fatta, Iffa al ṡghva l faggn
insmm ai s frad, znc brv ragz.
Cal d l ra un gran chld stta un zl sraggn;
la spgna ec psva str int un abrz,
da chi s fr, col s mandgz ed laggn,
lra arbalt int un men, par fr prst,
con ttti l sfr prezṡi in gni gst.

V

Suvra l tapaid mulṡn dla spgna ṡgh
un mcc d musn, ṡnid dal ti di fr,
dal rundanṅni i vgnvn ala purt
e lur, con  gran scanbitt int al vulr,
ṡvlti l piunbven ż cme na ṡluṡn
par agranplr col bc cl acs bn dṡnr,
p v dntr int la stla, pr al fnistrn,
dvv i zighvn ed fm i rundann.

VI

Int una fatta d banda, al nv furmnt
al s fva binnd e bl cme la Mariṅna
che la żughva, dschlza, aligramnt
mnter larżdura lra int la cuṡṅna
a preparr par ttt na gran pulnt
con dal butr e pna caṡarṅna.
Ttt int na vlta, chl ra un d acs bl,
una canpna la sun a martl.

VII

Iffa e i frad i s farmnn col fr in man
snza capr cuslra ste cast;
tri canpn sunven, pi luntn,
con un armur cm quall dal teremt
E p as sint na banda, int al bacn,
con la canzn d Mamli int l su nt.
La casch in żnc la nna in mż alra:
Odiomemma! Quassta l la gura!

VIII

A quarantn cunp, na cartulṅna,
l n dpp lariv a Iffa al tnp dal.
As vadd chla m tcca - al g l cla matṅna -
cum l pr i ml, che a ognn ai tcca i s...,
mo mi l arv pins che na piastrṅna
l ar av al cl, e bṡa i brazn di fi.
E cm par chi ter dṡgsst chl avva av,
anc ste pinsr dla gura al s tgn par l.

IX

Al f ciam a Bulggna int al distrtt:
bil a vssta, e p in divṡa, arm.
Et p str chita, pst cha sn vciarltt,
- al g con s mujr al nv suld -
a n al pr gnanc druvr, al m musctt!
A sr con chi ter vc de dr inbusch....
Unltma uc al bestim prmma d andr
e p un baṡn ai fi, mma e mujr...

X

A v scrivar bn spass, e vutr a m
acs cm and qu a c a m pr descrver.
E un quadarnn pn d fi con l al purt,
chl ra n di pc chsavva lżr e scrver
parch da cnno, in qurta l ariv,
e al lavurva ble, l, par vver.
P da Bulggna in trno, snza incli,
fn al Iṡnz, al fimm dl dgg batli.

XI

Prmma che l, chi s frad pi cn
i ren l s in trinca, stra i mnt e al pian,
insmm a di miglin ed cuntadn,
ognn col s dialtt, ttt itaglin,
e, ttt insmm, rumn e fiurintn
i dividvn al rnc coi siziglin...
parch an s pl brṡa mi lItglia unr
ed quand al dṡ bursca al zl dl avgnr.

XII

D frad d Iffa i n s n pi vsst a c,
e frsi li s, stra chi suld scgnus,
l sran ttti a Radpgglia, opr... chis?!
Ed Iffa, invzi, a savn bn de pi
chanc si n pas znt n da chi ft l
as n in dscrr anc inc, dl vlt, ed l.
E qu a t avṡ, letur, cha t vi prutżer:
st un p dibln ed stmmg, lsa l d lżer!

XIII

Dscrrer d na gura sanguinuṡa e granda,
con nv miglin ed mrt stra i militr
e st miglin d zivl da mttr ed banda,
ventin miglin ed fr, p, in pi cuntr,
at vn na vjja mta ed fr na dmanda:
mo ste diṡstr immns chi i l ft fr?
Oh, cm a stn bn ads, chla pr rius,
la nstra Eurpa in pṡ, lEurpa un!

XIV

Al nster Iffa al frnt, in fanter,
al f mand s l Chrso dal prmm d
e, insmm ai nv arv dla cunpagn,
mss int al st di tant che mrt o fr
cuṡa di aslt chi fnn int i d indr,
cal pz ed frnt i s al lasnn ṡguarn.
Par un vg chṡ li rum, l, l taṡven;
sul pi luntn, l in lt, un p l s sintven.

XV

Int l insfilzres ż in trinca, d arpit
al ṡbarluc par vdder cl ter frnt,
e al s maravi chi fssn acs a cuntt;
defti al frnt tudssc, al s rind cnt,
l ra acs avṡn da psair discttr i pt
sal fss st a vuṡ, snzrum, al cunfrnt.
Sul nutantṅna ed mter stra i nemg,
e a l ai prs, l in mż, ed sntr un zg.

XVI

Cmm l ra avi, l l d unuc ala tra
che deṡol, acs arstta, gnanc na spga
ai srv ps nser l, stra tanta gra.
Stra i bṡ dl bmmb e l fl spin, nurtga
e na trintṅna ed fagutn melpra
ed suld mrt che incin s psva tr brga
ed tri v da l, din dvv col vnt
i fven vgnr na psta da spavnt.

XVII

Quand Iffa al f in trinca, dntr a cal bṡ
al s cat in mż a di men inspur,
a di c sfin chi avven prs la lṡ.
Malntt, stff stl, pn d fradd e denutr.
Pi che dl fz, parva i fssen mṡ
e pi d quelcdn stravlt e ṡbigut.
Ai nv arv chi c i vlven dr:
A s intrapl, a v tucar d padr!.

XVIII

Chi fant, per, par dr la verit,
frsi  i n i vdven gnanc i nv rinpiz:
a bsa vuṡ, susptṡ, preocup,
i fven confernza sti ragz;
Iffa al cap, con gran dificolt,
che int al d prmma ai ra st un fatz
chai vns durnt l atc, in pṅna azin.
Mo lra strna tanta agitazin.

XIX

Par csa mi avvni tanta pra?
Int un aslt la pra la i prmma,
quand t t inpr chat tcca d andr fra
e, d psair o n murr, et f la stmma!
Mo dpp l cme vgnr fra da na bra
e al dvnta pi trancull un pc al clmma:
st sluv bn; se t mr t finss i gui;
st fr, l avgnr al cipa n ter ti...

XX

Epr l aslt chi avvn urdn al d prmma,
pr al cnt di dn, al f n di pi b:
an ra briṡa st ciap la zmma,
mo an ra mrt incin dla cunpagn.
Sul al f fr un zrt Pr, chi i gven Lmma,
chl avanz l alavrta a mża v.
E l ra al s cal zg snza cunfrt
Chal fva un ml al cr, snper pi frt!

XXI

I aslt i vgnven ft a bajunatta
cntr a un nemg pi in lt arm d mitrglia.
Par dr curg, i dvn int la gavatta
dla grpa trssta prmma dla batglia
(mo la n pasva mgga, la cagatta)
e par tgnr lt e grand l unur dlItglia
bṡugnva ṡvarslr frt, mo frt: Savoia!
mntr et pinsv: Stavlta am salvarja?

XXII

As pl capr la pra dnanz al prguel,
e sl p l pimmb spar da una mitrglia
as vrv dvintr pi cn d un żiribguel.
E anc n chl va curg dl vlt al ṡbglia,
e al s vlta, e al turna indr, sl incntra un spguel;
mo in cal md l l atc urdn al s incglia,
sich i mitnn de dr i carabinr
par vd chi trssn a chi pardss l ardr.

XXXIII

Pr al nster Iffa l ra l prmm d d gura,
per al savva ble, dpp la grpa,
cm as f quand as tr al mndg dr la manra,
an i sr pi manra ed canbir ppa,
e quall chi t cmandarn p d fr l cra:
con al musctt in man - mgga la zpa!-
sfrunblres a dr cntr a cl ter frt
e frsi crr-r incntr ala t mrt.

XXIV

In mż a cl zr bri un fantucn,
frsi al pi żuven di cumilitn,
sul l al ridva snper, cme un cretn,
anc se qu avṡn i i dven di cupn
par vdder sai pasva l riṡuln.
Al fva acs da quand dscurnd con n
al vd tranzr a quall la tsta ed natt
par una scaggia ed bmmba int al cuptt.

XXV

Quelcdn per al pinsva chal finżss
d sr amat par vd d andr a c,
che, pr evitr dal frnt lapucalss,
i ren dimnndi, in mż a chi men l,
qu chfven vssta ed prder al capss;
di tr i se sparven int un p;
socunt adiritra i s fven rb!
Sebn chl fssen paiṡi l pann pr i frb.

XXVI

E ads cusa s farni?, i gvn in tant.
Un ufizil l avva ṡvarsl frt:
Con i viglic bṡggnsr intolernt!
Sul al tennt in mż a ste scunfrt
l avva dtt, con tamma, al s cmandnt:
Sgnr capitni, ai n ra ble mrt
pi dla met int i ltum dṡ atc...
Mo l al g frt: armṡ sul i viglic!

XXVII

Cadurna, al chp ed ttt al Stt Mażur,
l avva diram da gnanc un maiṡ
na diretva dra e d gran rigur
che la n lasva gnnt ed sttintaiṡ:
Bṡggna strunchr gni t ed diṡunur
in gni prt dl eṡrzit dal pajaiṡ.
Chal sa sevr gni t ed punizin
pr ognn di t d insubordinazin.

XXVIII

Cadurna l ra a ddin, bn luntn.
Da l al guidva ttt i crp d arm,
e, dala pra che i suld itaglin
i s arindssn al cic d una stiupt,
al vl, int la disiplṅna, gnnt d umn,
druvr snpr al bastn snza piet
cm ai las dtt s pdr in pnt ed mrt:
Drva al pggn dr, bn sr, p pccia frt!.

XXIX

Cadurna, dnca, col s pggn ed fr
l avva pr i spurṡ na bna cra;
i s cmandnt che in grd vlvn avanzr,
par vd ed fr con l bla figra,
e fres vdder brv int al cmandr,
i la mitvn in prtica anc pi dra,
col riṡultt d na trppa ż d morl
chal s dimustr, p, un ṡbli mizidil.

XXX

As sint la vuṡ d dgg mn al mr
cav v a srt, par n urden che in ritrd
al f eṡegu par culpa sul dal br;
chi fuṡilven ttt snza rigurd
es i cuntven cmm un ft sicr
che al generl Grazini par l ażrd
d un fant chal f un salt bṡa regolr
pst chal fumva, al le f fuṡilr!

XXXI

A Iffa ai f asegn la branda d Pr
chal n ra pi turn dal ltm atc
e ormi n d chi fagt l, dr a marzr.
L avva un urgann int al s sc
e acs sunnd al fva divartr
i s cunpgn la sra int al bivc.
Al canbi al n ra brṡa vantagiuṡ:
l, Iffa, an fva gnanc du nt in cruṡ.

XXXII

Mo ads incin pinsva al urgann
pr al ft che l angustiva chi suld.
Mo par furtṅna al g, pian pian, Iusfn
cha sn vgn inc, se n m a i srv casch.
Mo s pl savair - pi frt con al s avṡn -
mo s pl savair cus mi capit?
Al siziglin, n mgher cme al Mesa,
al g sfurz: Nun lu sacciu, vossia.

XXXIII

Mo come nun lu sacciu, csavv ft?
Cntum incsa e dṡmttla col 'vossia'!
Dala s branda al salt fra d sct
e al g piann: atto di codardia...
e cme zarcnd al formulri adt:
...faccia a u nemicu e p ai żunt vossia.
E al gva cal vossia in saggn d rispt
par Iffa che pi anzin l ra int l aspt.

XXXIV

Carmln al bacajva in siziglin,
che i rn in pc, chi n fssen di ufizil,
chsavven dscrr-r un mnnum l itaglin.
E se in cla gura ai st un qul ed bl,
al f inparr al fiurintn-tuscn
chal mit insmm da bn ttt al Stivl.
Mo m parch al racnt an dvnta paiṡ
a i far dscrrer ttt in bn bulgnaiṡ.

XXXV

Carmln l ra magrt es l ra cn,
pi cn dal lmmit par l arulamnt,
che par la gura in curs cntr i tugnn
i avven derogh l regolamnt
e zp e stralanch e anc cilubn,
i avven rastl incsa in cal mumnt.
E ragaz e, cunpgna Iffa, anzin
i fnn arm d musctt e d bmmb a man.

XXXVI

Atto di co..., mo csa vl dr, amg?
Carmln al f una fza un pc scunvlta:
Che n a scapnn e as tucar un castg.
E Iffa al g: Per snza rivlta!
I ascultarn d sicr al dtt antg:
suld chal scpa, bn par ntra vlta!
Magra al fss acs, sperṅnel pr,
mo m per a n sn mgga tant sicr!.

XXXVII

Biṡggna andr l in mż a tr s l fr -
l arv d un sarżintn al ṡmurz al dscurs -
con la  barla fra, l con t!
Anc pr i tugnn ai sr l istss sucurs.
La pl finr, la ssta, anc l par l;
and m in frazza, e atnti int al percurs!
Par Iffa, acs, al prmm urden da eṡegur
al f d andr stra i frnt a tr s Pr.

XXXVIII

I d suld i s invinn con la barla
con pca faid d salvr al s cunpgn;
Carmln par dnanz e ṡvlt cme na gażla,
Iffa de dr, chal i ra int i calcgn,
e acs curnd i stvn a badarla,
pr an pistr bṡa chi mrt dntr in chi pgn.
E a Iffa ai tuch d vdder, l par tra,
dl ganb, dl man, di p dstach, int la gra.

XXXIX

Truvres int un st acs infernl
e vdder ttt sti mrt, ste mazamnt,
con gnanc la carit d un  funerl,
l chl ra nd par crsser fi e furmnt
e chl ra vv e san in cal mazl,
a Iffa ai vgn un magn acs putnt
chl avva na gran vjja sul d zighr
e s mujr e i fi psair abrazr.

XL

Quand i arivnn da Pr, i al catnn dr,
acs ai tuch d lasrel l, puvrn,
mo dpp ai f, in cla spzie d scanadr,
un vg ft qul d carn chmand al destn!
In mż a du maṡggn chl fven mr
i s truvnn prpri in fza a d tugnn
chi andven anca lur a tr s i fr.
Ed dpp dl du maṡggn, incin ai vd.

XLI

I n i vdnn brṡa l in duai f l cuntt,
dvv un tudssc a Iffa al d un tuscn,
e Iffa a l znc nṡ cme int un bart
e in dvv lur scuṡi scuṡi i s dnn la man;
dvv chi nemg i s rindnn cnt dal ft
che d z cme d l ttt i ren di sr umn.
Sul di sr umn chi vlvn ser frad
es i n arnn mi vl cla mazar.

XLII

La prescrizin d Cadurna lra cra:
Pruib la cunfidnza coi tugnn!
Iffa cur! F in md che incin l inpra!
Alura: Danke!  e, par salt, n inchn;
e p v d cursa, suvra a cla gran gra,
chi s diriżven vrs al s cunfn.
Turn dai s i saltnn dntr a cal bṡ
cuntnt che incin ai vd, mo pi cunfṡ.

XLIII

I fnn arṡg in tnp che un tr infren
al se dscadn s i fant in cal fusn
par culpa dla bunbrda e pr al scuantren
ed bmmb chla trva snza remisin.
L la bunbrda un biz pc mudren,
per chal f di bss chi n pz dal trn
es al tr v par tra un ft macgg
chal stipa in mll e mlla cid e scagg.

XLIV

Carmln e Iffa i se strichnn ttt d
int na grutṅna fta cme un tunbn.
A m m indspiṡ, sa pg i m tvaj,
- al gva Iffa par i m putn,
par mi mujr, i m frad. E i t?
As sint un cic a lur dimnndi avṡn
e an f bṡa in tnp a arspnnder che un schigin
al dstach d natt al tc da un s scarpn.

XLV

La m famajja a sn la mma e m;
m pder, un pscadur, l mrt in mr...
Pi s la scaggia e m a murva qu!
In cal mumnt al frnt al dṡmss d ciuchr,
che la bunbrda as vadd chla s apus,
stffa ed zarchr dla żnt da masacrr.
Iffa al pins d tr fra al zigaln
e p fumrl insmm coi fant l avṡn.

XLVI

Sbbit as f un rugltt in cal fusn,
col zigaln tudssc chpasva d man
dpp sul un tr, e i gvn in discusin:
I n pren bṡa catv, e bn cristin...
Mo csa vt mi, cme n i arn padrn!
Mo bṡa fidret...: al mit al tuscn
in bajunatta e dpp ch
e la f alz,
as sint al cic e
al stffel d na stiupt.

XLVII

Vddet al g p a Iffa che i tugnn
i an snper nrma cntr ed n punt?
L ble as la lṡ d un tuscann
par fr con la t tsta na frit,
ch
an ṡbglia mi al culp al s cechn.
Fra da qu, la tsta tn chin!
Cal dṡ ed dṡmmber sra int l altipin
dla naiv int lcua żl la vgnva pian.

XLVIII

La nt lra tranculla, in cal fradd l,
mo la vuṡ nuvnta, int un mumnt,
in mż a chi suld la se strumn,
chl ra ariv, dal cmand dal reżimnt,
un urden cha c e ganba al gva acs:
La cunpagn la s mtta in muvimnt
sbbit dmatṅna vrs l retrov
par dr al st a untra chl de dr.

XLIX

Oh bn, lrura - i gven d andr v;
un pc ed rchia as tcca, fenalmnt!
Per ai f un fant chal g, pinsandi dr:
Saggna sicr chsa bl ste canbiamnt?
Chan sa ligh al fatz ed d d indr!?
E ai vns a ttt un brtt preṡentimnt.
In branda incin durm cla nt che l:
i stnn mi splt e dṡd a sptr al d.

L

Ads, al m Carmln, t m da cuntr,
e pulidn, l afri d scapr v.
E Carmeln an s f brṡa preghr:
Da st, t ur la nstra artiglier
cntr i tugnn la n fva che sparr...
E par furtṅna - al g n l de dr
che cal d l i avnn na bna mra,
che spass i bunbardnn la nstra schra!

LI

La culpa l dal ft cha sn avṡn,
l dtt un m cuṡn chl n artiglir,
un tr al g par scṡa ed s cuṡn.
Defti un ṡbli anc cn int al mirr
e chi  cann, invzi di tugnn,
al nster frnt i andvn a scuintarnr.
E cal qul l i ciamvn al fg amg,
per al bruṡva cmm al fg nemg.

LII

Intinimd Carmln alura al g -
i fnn al gr dla grpa, e al capitni
 al cminz a dr, e frt, ṡ d n arab:
Savoia! Avanti! e n dal soterni
a saltnn fra con na bla acs,
chla s fva crrer frt, con pchi tni.
E in cal mumnt ai capit un ft qul
che l dr pc, sas dṡ ecezionl...

LIII

Mo csa? D bn s! Al dmandva Iffa,
e Carmeln: Alura a ṡmitraglir
cminz l nemg vrs n, per alarbffa.
E csa vl dr? E par piaṡair dscrr cr!
Che in mż a ttt sti cic e sta barffa
n a vdnn culpr a mrt i militr
chi avvn al cnpit ed sparr a chi
dala batglia al s vlss tirr indr.

LIV

E p i tudssc, con ttti l su mitrli,
sul i sparvn a qu chi ren par dnanz
e n, chai ren ttt a repentli,
ttt a canbinn al vrs dal nster ṡlanz.
E quasst l st d sicr al nster ṡbli
parch al mażur al gva: Innz, innz,
brṡa turnr indr, and al atc,
che m a v fg fuṡilr, branc ed viglic!

LV

E ads chis che rza ed punizin!
Per v Iffa ar n ter destn
parch v a n i ri gnanc al d dlazin.
E p al s mit a guardr al urgann.
E Iffa: Am dspiṡ cha sn la negazin,
a n al sunva gnanc quand ra cn!
e p al tls fra al s quadrn ed fi
e un pis al cav dal portafi.

LVI

Carmln, apanna al vd ste muvimnt
al spalanch tant d c ed maravajja:
Mo savv scrver?, ai dmand cuntnt;
Mo arṡg as da scrvr ala famajja....
A sntr acs ai vns n asenbramnt
cm l mssc s l ml, in cla nt lnga ed vajja:
ttt i suld l avṡn, in znc o s,
i cursen l a inplurr na curteṡ.

LVII

Oh, par piaṡair, l tant cha n scrv a c,
che chi scrivn chavven i n ttt mrt,
e bṡggna scrvr ads, che dman chis!
E n ter: L di mṡ che an i raprt,
chi n san pi gnnt ed m, mma e pop.
Mitv m in fla, a n vi bṡa fr di trt.
E Ioffa al s mit a scrver par ognn
ed ttt qui chi ren l in cal radn.

LVIII 

Mia cara mamma, proprio bene sto...
Io qui sto bene, moglie, stai sicura...
Mo vt chla i cradda se anc m a l scrivar?
Csa vt cha giaggna, chai la censra
chla dscanzla ttti l verit e che p,
sa fn str ml a c, l na siagra?!
Ai cap che un mcc d buṡ m a scrv,
par fr savair a c cha s anc vv!.

LIX

Par un zrt Brto ai f un tr argumnt,
a una ragza al dmand d scrvr acs:
M bla Andrcca, v asolutamnt
da dn Chichn e con cla lttra qu
dvv m a dichir al riconosimnt
ed cal putn chal nasr prst da t;
e chal prepra ttta la scritra
par fr un matrimni par procra.

LX

Acs i darn a t na pensiunzṅna
se m par dṡdtta a n psss turnr pi a c.
E p tn bn in mnt, sl na fangṅna,
ed mttri Brta, al nmm dal s pop.
E t ai dir, quand l la sr grandṅna,
guardnd al zl: Al t pop l l!
Al pins Iffa alura ai s putn
e ala s vjja ed dri di baṡn.

LXI

Carmln int la s lttra al vl savair
cmm se scrivva mamma e cmm pap.
T an s bṡa scrvr e a vadd che t dspiaṡair,
vt cha t insaggna? Edmn as cminzar!
Quasst l al regl pi bl cha psva avair.
V a sr l m msster e anc al m pop!
li ren ble l quter dla matṅna
quand Iffa al ps cminzr la s litrṅna.

LXII

Ala matṅna int al sfarusclamnt
chl avva ciap al pst ed clcua zl,
la cunpagn la d l acanpamnt
a un nv e frassc reprt, che cla vuṡ
la s dimustr p vaira puntualmnt.
Int un sintr stra i ss a fr da str
dpp un avanti marsch d un ufizil
i s mssn in mrcia i vv, lrz e mss ml.

LXIII

Carmln, acs cinn e stralanch
par culpa dal schigin chai dstach al tc,
cuntnt, ed bnda a Iffa al s ra invi,
par v d cla lttra a mma int al s sc
e in pi pr al ft che Iffa al s ra inpgn
a insgnri a scrver dpp int al bivc.
E ttt i fant i vlven tres v
la pzza d sangv e i bdc dint i cav.

LXIV

Stasra al gva n ttt a caṡn!
A vi na dna, mo chla m fga l bgn!
E n tr al gva: A bavv na btt ed vn!
M a magnarv un bn pit ed laṡgn!
A inpr a scrver, m! Al g Carmln.
E al se strichva al msster s cunpgn.
Mo vnt carabinr s i s cavl
i vgnnn par d dr a scurtri ż int la vl.

LXV

Ai i carabinr, cum la mi?
I nster fant i pinsnn sbbit ml
e ai ra dal scunfrt int i baci.
Dpp sul du ur, in mż a d crinl
ariv a vl, i vdnn d cavl bi
con suvra l capitni e al colonl
che int la muntra lsstra l ra pn
d amdi e d cruṡ d unur coi s nastrn.

LXVI

Punren n par educhren znt!
E ft l proporzin i fnn schierr
in cla radra ttt un regimnt
parch ai suld bṡugnva confermr
chi avvn un dvair, n sul: dr snpr amnt!
Acs chi fant chi avven da pasr
l urur di gs e di prmm cr arm
ai tuch ed vdder ntra crudelt.

LXVII

I urdnnn l atnti par la cunpagn,
e al colonl al s mit a dr acs:
A v s mac dla culpa d codard
parch l urden d atc av trad.
Con al nemg  l dnanz, turnr indr
l un t viglic e indggn chal vl pun!
I prmm chi an ft ste gst chi vggnen fra
chla vl cav v sbbit sta żavra!

LXVIII

La disiplṅna l la bṡ dl unur
e quasst al vl par ttt, m a sn cunpraiṡ!
Sa vln chai vnza al nster triculur
biṡggna avair fidzzia in chi t ataiṡ.
Alura al sa pun chi traditur
e cal castg biṡggna chal sa paiṡ!
Si n vṅnen brṡa fra, a v al dgg frt,
a tri fra ai pinsar la srt!

LXIX

Sul quall chridva snper, al cretn,
al vns innz tr pas dal s drapl:
A sn st m che dnanz a chi tugnn
ai mustr al m cl parch a l bl.
Acs ai ft, pril e p n inchn!
E p al f vaddr al cl al colonl
che, con la fza rssa e i c dṡgran,
l armṡ snza dr gnnta l inpal.

LXX

I i dnn ads d o tr carabinr,
tir s l brg, ligh col man de dr
e ter d chi al tgnven stta tr.
E incin pins che l, int la sna indr,
ai ra un qul chal psva divartr,
e incin rid guardnd a cla paz,
che int al baci pc cr dal colonl
i s lintajnn che la s mitva ml.

LXXI

La cunpagn i n znt. n l lu-l.
Par dlżer i pun, mit int stelmtt
ognn la s piastrṅna, parch acs
as vdr a chi tcca. Quasst l st al verdtt!
I prmm nv tir fra ed chi nmm l
i sran ttt fuṡil, col cretintt.
Con ter vnt as furmar l plutn
chl ar p da cunpr leṡecuzin.

LXXII

Al capitni, apanna dtt acs,
ai salt un dbbi dntr int la s mnt,
al s pril indr, dal colonl l and:
Sgnr colonl, tlt v, naturalmnt,
i ltum rinpiz.... Mo l ttt inar:
N, dnter ttt! Parch asolutamnt,
in sti chṡ qu bṡggnser inflesbbil:
la punizin chla sa la pi terbbil!

LXXIII

Angsstia e pra, pi che ne int n aslt,
i fnn ads ai fant dla cunpagn,
e anc i ufizil i avven prs al ṡmlt.
Iffa al sint scramlzz dal zcc ai p
es al sint, dal cr in saggn, un slt.
A n ai scap dtt pian pian l d dr:
Nuter fant, qu in gura, a n sn incin,
 sul chrn a sn, da stip e da cann!

LXIV

La naiv, ads, la vgnva ż pi a blc
e un linzl bianc l avva qurt la tra,
sul l divṡ di fant, d un vaird upc,
l fven mcia scra int la sasra.
In mż a lur, d sicr, gnanc un viglic,
mo sul di men ubligh ala gura.
Una famajja d lver, l luntn,
parva dr: I n prpi mt i umn!

LXXV

A Iffa ai vgn int l ganb la scavzar
quand al s nmm al sint pronunzir.
Mujr e fi cme int na fotograf
al vd con i c chi stven par zighr.
Stra i sorteg, d istnt d i scapnn v,
mo int i s abt i s vdnn sbbit lighr;
n grand e grs l and par tra spant
e znc zighvn in żnc in md strazint.

LXXVI

Carmln al vns ciam int al plutn
chl avva da sparr a ttt chi amg.
Al dva l li sant con al magn
al prt che al reżimnt l avva sg
e al colonl, s l s bl cavaln,
al vlva finr prst ttt al castg.
Dṡ pver ct i arnn maz in cal st,
con sul la cunpasin dla cruṡ d un prt!

LXXVII

As vadd che Iffa i al lighnn tant ml
chal se dṡligh da in dvv l ra atach
e d cursa l and vrs al colonl.
E cme par lltma grzia a un cundan
ttt i carabinr, e anc i ufizil,
i lasnn crrer stmen disper.
Al colonl, l stass, an vl fr trt
a un men chl ra cundan ala mrt.

LXXVIII

St s l atnti e dscrr! Cust da dr?
Chlan bṡa gissta cha m mazdi m!
Al ft al f ajr d l, m a vns ajr,
am tucarvv d murr snza un parch!
Quter fangn m ai , i n da mantgnr!
Mo al colonl l in lt al sentenzi:
 An s pl bṡa fr dl distinzin al frnt.
Se t inuznt, al Sgnur l in tgnar cnt!

LXXIX

La naiv la vgnva ż snper pi frt
e Iffa con la mnt ai s putn,
a s mujr l a c, al bsti, al rt,
al turn l, al s lber, stra i puvrn
che, a spl indr, i asptvn ognn la mrt.
Alura as sint un spr cme d un cechn.
L ra Carmln chal s punt al s musctt
stta ala bssla e p l tir l griltt.

LXXX

Al se dṡun l plutn a vaddr acs.
Anc i ufizil i n savnn pi csa fr.
Dal regimnt, custrtt a guardr l,
ai salt fra un ooh! da spavintr.
Al colonl al s ra inbestial,
mo al capitni in lt i vdnn sparr:
Mitv in rga ttt, m a n vi savair!
Chav da fr e prst al vster dvair!

LXXXI

I s mitnn sbbt in rga sti suld,
in nv in żnc par dnanz e dṡ de dr.
E chis cusarni mi pins?!
Quelcdn d sicr al g navemar,
mo quand i urdnnn: Punt, mir, spar!
al stass pinsr i avnn, in żnc e in p,
parch la dscrga d pimmb land a finr
socunt mter pi in lt di parṡunr.

LXXXII

Al colonl, susptuṡ d na ribeglin,
al f carghr anc na mitragliatrz
punt cntr al plutn d eṡecuzin:
Ṡbagliruv anc, par vutr al srv bn pz!
Al g l in p s l stf dal s staln.
E al mt col riṡuln snper felz:
Mo t, col t cavl, snper l s,
t t srss scap d sicr par dnanz da n!.

LXXXIII

E stta la minzia ed cla mitrglia
as sint dr da Iffa a spl indr:
Spar puld, e al culp che incin al ṡbglia!
Vutr a n av bṡa culpa, ragaz,
e sarv snper bn la nstra Itglia!
S l stip l man tarmven, totav,
quand l ufizil al d la s spad
li ren dṡnv, mo l fnn sul na stiupt.

LXXXIV

Al pr che di ufizil in cunfidnza
guardnd leṡecuzin i gssn acs:
Par nster cnt ai vrv riconosnza.
San gva cl parl chl dtt lu-l,
na ribeglin srv vgn! Pṅna d viulnza!
Al v prpi alarvrsa cal mnnd qu:
cal fant bṡugnva frel generl
e fuṡilr, invzi, al colonl!.

LXXXV

La vtta d Iffa, un nster cuntadn,
da cl nng ed dṡmmber la n av pi dman.
I catnn, pn d fi bianc, un quadarnn
e p na lttra a c int al tascapn,
d San Lcca la Madna int un santn,
e na fotograf d famajja in man.
Al s ra qurt ed naiv al s musctt,
l s ren qurti d sangv l su steltt!

LXXXVI

Bastin, Carln, Gign e la Mariṅna
I fnn sul quter stra tant urfann
(duṡnt-dṡdot mlla, brṡa na dużṅna)
chla f cla gura in c di cuntadn,

e ala s mma gnnta pensiunzṅna

parch da traditur al mrs Iusfn.
Mo chi fangn l istss i dvintnn grand
chi s dven ttt na man dal nstri band!

LXXXVII

La gura land innz pr ter d n;
in mż, ed Capurtt ai f la dsfta
e, mss da un l Cadurna trp tirn,
la ritir fn quand as cat adta,
pr ltum balurd d n eṡrzit in afn,
la lnnea dal Piv, crta e cunpta.
E suvrl spnnd dal Piv as f la Stria:
cal fimm al d alItglia la vitria!

LXXXVIII

Chal sa st un chṡ? Una cunbinazin?
Mo quand al Stt Mażur al f canbi
e al nv cmandnt ai vns lispirazin
d tratr la trppa con dlumanit,
cl insmm dṡligh d suld d gni regin,
a dr ṡmartl ai tugnn al f sprun
e al nstr eṡrzit, chal parva dsft,
con frza e argi al vd p l s risct.

LXXXIX

Dpp ventin n, par scuncuasr la tra,
con ter dn e mazamnt mi vsst,
ai f di mt chi vlnn fr ntra gura.
E quasst i n dr a paghrel dnanz a Crsst.
Mo as vadd che l mn al mnnd an l mi pra
opr che d conprendni a sn spruvsst,
sa vln parżr i cnt con la viulnza
chla prta sul dulur e sofernza.

XC

Dal nstri prt l da stantn ormi
cha n sintn pi trunr gnanc un cann,
mo ed dpp dal ss ai n dl gur cani!
Parch la gura l un urnnd len
chal crr pr al mnnd e an vl farmres mi,
e al canbia snper ghggna e direzin
Mazr cla brtta bstia e avair la pṡ,
al srv, quall s, da bn, al vair prugrs!

 


Ala prmma pgina
V s