Zirudla - Zirudella


Zirudla dal St Bulgnai

Zirudla, chro amg,
bnvgn dntr al nster st!
E sav piṡ ste lavurr,
mands pr idi, pinsr,
da insfilzr int la tlar,
cha in vln mtter mll castl,
znt tinz e una mastla!
Tc e di la zirudla.

Ala zerudla

(Fernando Panigoni)

Zerudla! oh, chra poeṡila!
t t la pi mudsta dla famila;
mo ai tnp ed p
, e algher, coi t vrs,
t t fv carpr dal rdder l univrs.
E ttt i al san, che quasst an una fla:
an i ra mi banctt, o festizla,
in dvv - żerlnd pr al drtt, o per travrs,
secnnd li uca
in e i ch divrs -
t t an fss la t brva aparizin,
salut dai evva e ṡbatr d man.
Quand turnarni i tnp dl bu
żart
- i tnp ed sul - li ur ed cl sert,
in dvv, per dr al culp altlmufla,
t ciuchv al Tc e di la zerudla?!


Un antico componimento popolare: la zirudella

Fausto Carpani

Il cardinale Giuseppe Mezzofanti (Bologna 1774 - Roma 1849) noto ai pi per la bella e signorile strada a lui intitolata fuori porta Santo Stefano. Non tutti sanno che lillustre porporato, oltre che uomo di chiesa, fu un prodigioso poliglotta (conosceva una cinquantina di lingue straniere coi relativi dialetti) e insegn greco e lingue orientali allUniversit di Bologna. Questa padronanza di idiomi esotici non gli imped di essere anche un cultore del dialetto nato e a lui dobbiamo una tra le pi antiche zirudelle pervenuteci(1). Non dimentichiamo che tale forma espressiva dialettale era in origine mandata solo oralmente, anche perch gli autori erano spesso popolani di grande arguzia e fantasia ma inesorabilmente analfabeti.

A questo punto, per, giova spiegare cos esattamente la zirudella. un componimento scherzoso in dialetto e veniva declamato in particolari occasioni quali nozze e pranzi campagnoli. Poi lutilizzo si allarg a lauree, compleanni e altri eventi che comunque prevedevano un lauto pranzo, durante il quale il zirudellaio rivolgeva ai festeggiati il suo indirizzo poetico. Lorigine sicuramente antica e la declamazione era cantilenata con accompagnamento musicale in quartine di versi ottonari a rima baciata, che si concludevano invariabilmente con le parole Tc e di la zirudla oppure Tcc e tacc la zirudla. Dall800 in poi si gradualmente perduta questa forma ripetitiva insieme allaccompagnamento musicale e la zirudella divenuta semplicemente un componimento in rima da declamare, magari facendo riferimento a fatti del giorno. In ci furono maestri due personaggi quali Giuseppe Ragni, il re degli imbonitori della Piazzola (2) e lindimenticato Piazza Marino, poeta contadino, come egli si definiva (3).

Sullorigine della parola zirudla si fanno alcune ipotesi. Il musicologo Francesco Balilla Pratella ritiene che come antenata della zirudella vi siano stati i motivi circolari appartenenti alla famiglia delle rotae, dei rondelli  e dei rond medievali che venivano suonati con lorganistrum (4), da cui poi sarebbe derivata la ghironda. Ci troviamo quindi di fronte ad un qualcosa legato a tali antichi motivi che richiamano in qualche modo la circolarit e tale ipotesi accettata anche dallUngarelli che esemplifica cos la metamorfosi del nome: gironda (ghironda), girondella, zirondella, zirodella, zirudla (5).

Personalmente, per, mi convince maggiormente una seconda ipotesi: i pi antichi autori non scrivevano zirudla o zirudella bens Z Rudella (Zia Rotella o Signora Rotella), con chiaro riferimento alla ruota della ghironda, strumento con cui si accompagnavano questi rimatori estemporanei. Era una specie di invocazione allanima dello strumento, appunto quella ruota di legno che, azionata da una manovella, produce il suono mediante lo sfregamento delle corde, come avviene con larchetto del violino. Non a caso la parola zirudla    - sempre - la prima e lultima del componimento. Come anche quel Tc e di o Tcc e tacc altro non sarebbe che la fonetizzazione onomatopeica del suono della ghironda, che i suonatori provetti ottengono agendo a scatti regolari sulla manovella. Una curiosit: la particolare corda che produce questo ritmico suono ronzante, detta mouche (mosca).

Qual la zirudella pi famosa? Sicuramente Al fatz di Żardn Margartta (il fattaccio dei giardini Margherita), noto anche come La Flvia (la Flavia, dal nome della protagonista), un componimento scopertamente osceno che per decenni pass da mano a mano, segretamente e in fogli dattiloscritti, con qualche lieve variante fra una versione e laltra, e che fin dal suo apparire non rec mai il nome dellautore. In realt qualcuno riconobbe lo stile di Cesare Pezzoli, giornalista e creatore di tante godibili figurine che conobbero non effimera fama nella trasmissione RAI Ehi, chal scṡa  (divenuta poi Al Pavajn fino alla soppressione). Lautore prese spunto da un presunto tentativo di stupro avvenuto a Bologna ai danni di tale Flavia Saguatti, per opera di un certo Vittorio Scarabelli. La cosa ebbe uno strascico giudiziario, puntualmente riportato dal Carlino e a Pezzoli non parve vero raccontare il fatto in una zirudella che, per crudezza di termini ed esemplare stesura, non seconda a nessuna (6).

Esistono ancora zirudellai? Eccome! Dal 1990, con cadenza annuale, nellmbito della festa de lUnit di Budrio, curo personalmente un concorso provinciale di poesie e zirudelle in dialetto e posso garantire che la razza non in via di estinzione. Nelledizione del 1996, lambta Ucarna d r fu assegnata postuma al compianto dott. Ettore Poma di Mezzolara che vinse con una zirudella in cui spiegava... come si scrive una zirudella!  I zirudellai di oggi si chiamano Gign Lvra (Luigi Lepri), Mario Mandreoli detto Pastrn, Gianni Pallotti (vincitore dellultima edizione del concorso di cui sopra), Guido Zamboni, Sergio Vecchietti, Tiziano Casella, Sandro Sermenghi e tanti altri tra i quali anche il sottoscritto.

Note

1) Ecco il testo della zirudella del Mezzofanti, nel dialetto bolognese del XVIII secolo e in cui ancora presente la ripetizione del Tic e dai la Z Rudla ad ogni chiusa di quartina, poi abbandonata dagli autori pi vicini a noi.

Pr un dsnr ed campagna

Z Rodla f pladr (I)
Cuntadin, Garzn, Arzdr,(II)
Si pur Felsina pi bella
Tic, e dai la Z Rudla.

Su, Cerghtt e Campanr,
La starmda and a sunr
Dei pur fort int la mzanla (III)
Tic, e dai la Z Rudla.

Che i curi e glingran (IV)
Si pi belli e pi sgur,
Mudv ben anc la stanla
Tic, e dai la Z Rudla.

E sai manca i sunadr
Tul fora al maccaclr
E picil int la padla
Tic, e dai la Z Rudla.

Ed insmma tutt anc
Sha da far a chi p pi
Che Mezfant l munt in sla
Tic, e dai la Z Rudla.

Per un pranzo campagnolo

Zirudella, fate chiasso
Contadini, Garzoni, Reggitori,
Sia pur Felsina la pi bella
Tic e dai la Zirudella.

S, chierichetti e campanari,
a stormo andate a suonare,
dateci pur forte sulla mezzanella
Tic e dai la Zirudella.

Che i coralli ed i granati
siano belli e lucidi,
cambiatevi anche la gonna
Tic e dai la Zirudella.

E se mancano i suonatori
tirate fuori lo schiaccianocciole
e battetelo sulla padella
Tic e dai la Zirudella.

Ed insomma, tutti oggi
dobbiamo fare il pi possibile
perch Mezzofanti montato in sella
Tic e dai la Zirudella.

I) Pladr il pelatoio dei maiali, luogo rumorosissimo.
II) Arżdr il plurale di arżdur (reggitore). Con tale termine si indicava il capofamiglia che reggeva le sorti della casa e del podere. La moglie era larżdura, termine che rimasto come sinonimo di donna di casa.
III) Mżanla (mezzanella), nel gergo dei campanari bolognesi indica la seconda o terza campana in ordine di peso. Nei concerti di grosse dimensioni si pu trovare anche il mżann (mezzanone).
IV) Curi e ingran (coralli e granati) erano gli ornamenti poveri delle spose di un tempo.

2) Giuseppe Ragni (S.Lazzaro di Savena, 1867 - Bologna, 1919) stato il vero, autentico re dei venditori ambulanti. Dotato di grande comunicativa, era in grado di piazzare qualsiasi tipo di merce: quando aveva esaurito le proprie scorte prestava la sua abilit ai colleghi che invece stentavano a far giornata. Si presentava nelle piazze inalberando un cappello a cilindro sul quale faceva bella mostra una saracca con in bocca un biglietto da cento lire: rappresentavano la povert e la ricchezza. La sua attivit di venditore ambulante, che per anni lo trov presente nei mercati della provincia, gli permise di raggiungere una certa agiatezza. Ebbe per un certo periodo come apprendista un altro personaggio che, caratterizzandosi diversamente, sarebbe poi divenuto un altro grande della Piazzola: Oreste Biavati. Scrisse centinaia di zirudelle che poi vendeva in fogli volanti al pubblico che assisteva divertito alle sue concioni. In anni recenti il figlio Enrico, in collaborazione con Odette Righi Boi, ha dato alle stampe due volumi in cui ha raccolto aneddoti, zirudelle e ricordi del padre.

3) Piazza Marino (Bazzano, 1909 - Bologna 1993) Fu lerede di Ragni, alla cui comunicativa aggiunse lestro musicale, suonando alternativamente il clarino e locarina. Si presentava in formazione di cui fecero parte Bobi (Vincenzo Magnifico), Lorenzo De Antiquis, Carlino e altri, con i quali improvvisava concertini che alternava alla declamazione di zirudelle su argomenti di attualit (veri o presunti tradimenti coniugali, fatti truculenti, eventi politici ecc.). In una di queste composizioni, puntualmente stampate e vendute al pubblico nei fogli volanti, raccontava di una ragazza scomparsa, la cui affannosa ricerca da parte dei famigliari si snoda in un percorso che tocca 68 borgate e paesi, tra i quali anche Gaggio Montano. Leredit di Piazza Marino stata raccolta dal figlio Giuliano, musicista, che senza essere un ambulante come il padre, di tanto in tanto ama intrattenere il pubblico con le composizioni paterne. Una precisazione per tacitare i puristi: Piazza Marino aveva il vezzo di anteporre al nome il cognome (per far rima con poeta contadino). Ho voluto rispettare questa sua consuetudine e, comunque, tra gli addetti ai lavori non sentirete mai nominare Marino Piazza....

4) Lorganistrum cos chiamato perch anticamente sostituiva lorgano nelle chiese povere che non avevano mezzi per dotarsi di tale costoso strumento musicale. Va aggiunto che il suono dellorganistrum (poi della ghironda) pu ricordare quello dellorgano a canne.

5) Gaspare Ungarelli, nel suo Vocabolario del dialetto bolognese (1901), cos scrive alla parola zerudla: Componimento particolare del dialetto bolognese, che un tempo si faceva esclusivamente per rallegrare le cerimonie nuziali presso le famiglie dei campagnoli; e, per quanto ne riferisce la tradizione, veniva recitato o cantato dai narcisi, che si accompagnavano colla ghironda, antico strumento musicale ancora in uso nel secolo decorso. Epper dai diminutivi ghirondella o girondella venuto il nome di un componimento che, come la ghironda, rigira sopra s stesso, ripetendo alla fine di ogni strofa la prima parola...

6) Dopo anni di diffusione semiclandestina, il racconto della boccaccesca disavventura ha conosciuto la gloria della stampa in due recenti edizioni. La prima ha visto la luce, in forma di elegante cartella impreziosita da divertenti illustrazioni, mentre la seconda, curata da un drappello di dotti buontemponi tra i quali spicca il nome di Francesco Guccini, infarcita di godibilissime note e glosse di chiara matrice goliardica, con un taglio argutamente filologico, lanalisi degli atti del processo e via di questo passo. La presentazione ufficiale di questo volumetto ebbe luogo anni or sono nientemeno che in Archiginnasio, nellaula dello Stabat Mater, che da considerarsi il Sancta Sanctorum della cultura bolognese. In quelloccasione, alla presenza di un foltissimo e attento pubblico, lamico Luigi Lepri lesse da par suo alcuni dei brani pi piccanti della zirudella, suscitando negli astanti sincere e liberatorie risate. Il buon Cesarino Pezzoli, che visse sempre nel timore di vedersi attribuite quelle peccaminose rime, forse in quelloccasione avrebbe ammesso di esserne stato lautore.

Du zirudl ed Fusto Carpn - Due zirudelle di Fausto Carpani

Zirudla di Mirasl
(dedicata agli Amici Francesco Berti Arnoaldi e Franco Varini)

Zirudla st a scultr
quall che ads a v vi cuntr.
L' la stria ed d tuṡtt
ch'i abitven prpri indrtt
l n da cl ter e i n cars,
i an pas la żovent,
snza mi psairs incuntrr
par żughr o litighr,
frs di dspt, dres dl bt,
fr tuglina a meżant,
parch in mż ai ra un mr
lt, antg, grs e sicr.
Ste bl mr l ra al cunfn
d un spetcuel ed żardn
pn ed fir, frta e con dl'
ch'fva gula ai ragaz
ch'i ren d l e i avven vjja,
(anc par mandr v la njja
ed magnr snper chi qu:
pulnt dscnza o vermiz)
ed gratrn un garavln
o magra un panirn
da magnr ttt in algr
coi amg al'ustar.
Par pruzder a ste asg'
biṡugn fr un pasg'
pr andr dntr int al żardn
stand atnti ai ancuiln
pr an catr d avair dl bg,
che par qutr o znc mugng
o dla frta ancura dra
i n finssen p in questra.
Un bl d, tra lmm e scr,
i pasnn d l da cal mr
pn ed pra, chi fangn,
e i gratnn ttt quall ch'i psnn.
E p v, col ganb in spla,
i ṡmincnn ttt quant a bla
par farmres in quel sito
noto
cme al lanpin ed Żto1.
E l i fnn na gran magnza
ṡgargnaznd ttt ala fza
ed chi sgnuri d l dal mr
ch'i n arnn magn ed sicr
quall che lur purtven sg:
pair e mail e prggn e fg.
Al padrn ed cal palz
al savva che i ragz
ch'stven l int i Mirasl
i s cardvn ed trl pr al cl,
purtnd v cal bn d Ido,
e i pinsven ch'fss un po
s'an s adva mi che lur
i gratvn a ttti li ur.
E n, al n ra mgga acs:
al sgnurn ch'al stva l
al savva cr e natt
che i autr ed cl... sultt
i rn i cnno d l dal mr,
ed cla str che s'l ra br
l ra snper un viavi
ed gratn e vci sci,
chi s vindven par dsprazin
d una vtta snza dman.
Al savva e al stva ztt
e l insgnva ai s tuṡtt
ch'l ra gisst lasri fr
e ch'i stssen a guardr
parch qualla l'ra fm
e par lur al n ra un dn.
n di fi ed cal sgnurn
al s f unur cme partigin;
p al dvint un brv avucht
ch'l cgnus par ttt al stt
anc parch, prezṡ a incin,
l una ṡgrinbal ed cugnmm!
n, invzi ed chi fangn
ch'i gratvn int al żardn
al s ft dimnndi unur
cme pota e cme scritur
e di Pindaro al f i vl
quand al canta i Mirasl.
Qu, stasra, a i festegin
ttt e d, sti d ptrugnn,
che pr un chṡ ed cal destn
che dl vlt l malandrn
i n rius, quasst l sicr,
a trr ż cal famuṡ mr.
Chcco e Franco, st a scultr
che i augri a v vi qu fr:
ch'stdi bn, snpr in salt,
col mujr, i fi, i anvd
ch'sidi snper ttt cuntnt
coi amg e coi parnt
al Piln o ala Guanla2
tc e di la zirudla.

 

1. Questo lampione, bersaglio delle sassate dei cinni di via Mirasole, ha dato il titolo a un romanzo di Franco Varini: "Il lampione di Zito", appunto.
2. Il Pilone e la Guanella, ambedue in comune di Gaggio Montano, sono le residenze estive di Franco e Checco.

Zirudla di Punpr

Zirudla di Punpr
che pr inc, par dman e ar,
se una gran calamit
la minza la zit,
snza avair incinna pra
da una fnstra i s bccen fra,
con in brz un fangiuln,
una nna o un cagnuln,
snza asptres tant cuncn
e guardnd in fza a incin
snza dr ne tant ne quant
i prutżen la s żnt.
A m i arcrd chi brv ragz
ch'i zighven, con in brz
pver crsst, sia mrt che fr,
tir fra cal brtt d
ch'salt pr ria la stazin.
A m i arcrd int l'aluvin
che l'andgh quṡi Fiurnza:
int al si fn ala panza
par salvr quder, librn
che orami an lż pi incin...
Snper prnt, ed d o d nt,
quand ai cica al taramt;
quand di cnno, acs par żg
a una tż i tchen fg;
quand ai un povra vciatta
ch'l' las l ss in marlatta
mo ai arva un culp ed vnt
e la vanza, acs in mudnt,
par dr cua ai s lill
snza cv e fra ed c.
Quand s un lber d un żardn
l ch'al ṡgnla ai un gatn
che s i rm al s arap
pn d curg' e agilit,
mo che dpp al n pi bn
ed vgnr ż dal s padrn.
E anc da n, qu in Barber,
(l suzs al maiṡ indr)
avn ft i cudilvi
parch ai vgnva ż un dilvi
dal suftt e dr dai mr,
un diṡster ed sicr,
ch'l st sbbit scongiur
dai Punpr ch'i n ariv.
Vlaṅni dnca snper bn
a ste crp unst e san,
a sta żnt pṅna ed giudzzi,
snper prnta al sacrifzzi
par tirr fra dai gui
(snza rnper i suni)
d'int al fg, d stta al pardzz,
d una c dvint rustzz,
chi dṡgrazi ch'i n dr a priglr
e che incin pl ajutr.
Cum i fnn, dal novzntd,
(mo l cmm s'al fss inc),
Mareschlc, Landzz e Stgn,
tr punpr, vster cunpgn,
ch'i pirdnn insmm la vtta
cal brtt d che pr una dṡdtta
l and a fg cla drugar
int la v dl Zimar.
Grzie, dnca, amg Punpr,
ch'sppa bl al vstr avgnr,
pn ed mll e mll benzin
d ttt al ppol di Ptrugnn,
pr una vtta lnga e bla
tc e di la zirudla.

Questa zirudella la scrissi dopo l'intervento provvidenziale dei Pompieri nella sede della Famajja Bulgnaiṡa dove una grossa perdita d'acqua dall'appartamento sovrastante avrebbe potuto causare seri danni ai preziosi arredi del Sodalizio.

Par savairen de pi sura Biavti - Per saperne di pi su Oreste Biavati
Par La Flvia e Al Rict - Per La Flvia e Al Rict

Ala prmma pgina
V s